Lo sguardo dalle sbarre ’Crocevie di teatro e carcere’

Parte domani una settimana di spettacoli, incontri e un cortometraggio . Il progetto al DamsLab di piazzetta Pasolini inizia con Mauro Pescio.

Lo sguardo dalle sbarre  ’Crocevie di teatro e carcere’

Lo sguardo dalle sbarre ’Crocevie di teatro e carcere’

Antonio Albanese si sbraccia, urla e si agita durante le prove di ‘Aspettando Godot’ in carcere mentre dirige una improbabile pattuglia di detenuti verso un trionfo imprevisto nei più importanti palcoscenici italiani. È il tema di un recente film di successo (‘Grazie ragazzi’ interpretato dal celebre attore e diretto da Riccardo Milani) che dimostra quanto la questione del teatro dietro le sbarre sia ormai entrata nelle dinamiche della nostra società. "È una realtà che vive la propria età matura", dice Cristina Valenti, docente Unibo al Dipartimento delle Arti e consulente scientifico del coordinamento che in regione si occupa di questo versante. Lei e Valeria Venturelli firmano il progetto ‘Crocevie di teatro e carcere’ ospitato da domani a venerdì al DamsLab di piazzetta Pasolini 5b: due spettacoli, un cortometraggio e vari incontri per fare il punto su un’attività culturale e sociale in forte espansione.

Se in Emilia Romagna sono sette le compagnie teatrali impegnate in otto istituti di pena, a Bologna si segnalano il lavoro del Teatro del Pratello diretto da Paolo Billi nel carcere minorile e nella sezione femminile della Dozza nonché l’impegno della Compagnia dell’Argine nell’ala maschile ancora della Dozza. Il programma del DamsLab prevede domani e martedì alle 21 il monologo del podcaster Mauro Pescio ‘Io ero il Milanese. Live’ che racconta gli errori e la rinascita di un ex rapinatore mentre mercoledì alle 17 Micaela Casalboni presenta il cortometraggio ‘Fuori, dentro a questo mondo’ realizzato dagli attori-detenuti della Dozza. C’è attesa per l’arrivo venerdì alle 16 della compagnia Opera Liquida, composta da un nutrito gruppo di detenuti ed ex detenuti del carcere di Opera di Milano, che, diretto da Ivana Trettel, porta in scena un visionario lavoro di drammaturgia collettiva intitolato ‘Noi guerra! La meraviglia del nulla’. Ogni evento (gli spettacoli sono gratuiti ma a prenotazione obbligatoria) sarà accompagnato da un incontro. Da segnalare anche alle 16 di martedì la presentazione del nuovo numero della rivista ‘Quaderni di Teatro e Carcere’.

È a fine anni ‘80, ricorda la professoressa Valenti, che grazie alla legge Gozzini il teatro entra in carcere come ‘attività trattamentale’. Il primo intervento conosciuto è di Santagata-Morganti nel carcere di Lodi, la prima esperienza consolidata destinata a diventare un punto di riferimento nazionale è di Armando Punzo (a cui quest’anno la Biennale di Venezia attribuirà un Leone d’oro alla carriera) con la compagnia della Fortezza a Volterra. "Un lungo e fortunato cammino – dice Valenti – che ancora si scontra con difficoltà anche economiche".

c. cum.