BENEDETTA CUCCI
Cronaca

Locanda Pincelli e Nuova Roma nella Michelin

Il riconoscimento ’Bib Gourmand’ assegnato ai due locali della provincia selezionati come i migliori ristoranti nel rapporto qualità-prezzo

Locanda Pincelli e Nuova Roma nella Michelin

Locanda Pincelli e Nuova Roma nella Michelin

Il miglior rapporto qualità-prezzo, proponendo un pasto completo ad un prezzo ragionevole: ecco perché i ristoranti Nuova Roma di Sasso Marconi e Locanda Pincelli di Selva Malvezzi, sono entrati nella guida 2024 Bib Gourmand della Michelin. Sono stati loro riconosciuti questi requisiti. Che nella mente di un ristoratore è un po’ come dire: si fa la migliore cucina per i propri clienti rincorrere le stelle, poi se arriva un riconoscimento tanto meglio.

Conoscendo le cucine dei nostri protagonisti premiati (il Nuova Roma è storicamente guidato dalla famiglia Nanni, oggi con le sorelle Marinella e Patrizia e in sala Omar, sommelier, figlio di Marinella), questo atteggiamento è certo ed è vero che esistono ancora posti dove si mangia molto bene senza presentare un conto esorbitante. E’ felicissimo lo chef della Locanda Pincelli, Marco Cavalli, che racconta: "Lavoro qui da nove anni e da nove anni siamo sempre lo stesso staff, a parte due nuovi ingressi, Abel Mabiala in sala e Olivia Bosi, sala e pasticceria, entrambi appena ventenni, e non abbiamo mai lavorato per le stelle, a dire il vero anche dal punto di vista social siamo scarsi". E prosegue lo chef trentottenne: "Siamo cresciuti insieme facendo evolvere il nostro approccio alla cucina che si basa sulla ricerca della materia prima del territorio, anche povera per trasformarla in un piatto gustoso, ma abbiamo sempre tenuto dei prezzi da provincia e non da città, anche perché non abbiamo bisogno di usare il caviale o l’aragosta o altri ingredienti costosi".

Detto questo, però, nell’ex circolo operaio che stava per chiudere, acquistato da Danilo Draghetti con la moglie Ortensia e il figlio Tommaso (in cucina) che hanno deciso di aprire un’osteria e chiamarla col nome del mitico postino del paese, gli ingredienti saranno semplici ma quel che si trasforma sui fornelli è spesso molto sperimentale, perché parole come fermentati, ad esempio, non fanno paura. Di base la carta propone cinque piatti classici, dai tortellini ai ravioli di anatra e fino alla coscia di faraona, ma ogni giorno si aggiungono ricette sempre diverse che si fanno ruotare e che spesso nascono da serate speciali chiamate "Siamo giù di test", in cui i partecipanti testano le novità, alcune delle quali finiranno in menu: è successo con la verza arrosto cui si aggiunge la verza fermentata laccata con un grasso di pollo ma anche uno spaghetto con pasta di arancia amara che avevo fatto per il panettone, acidulato di umeboshi e ricotta affumicata. Insomma, la ricerca costa ma non viene addebitata nel conto finale.

"Faccio fresco quello che mi arriva- rivela Cavalli- e non ho bisogno di stivare e congelare troppa roba, col rischio che rimanga". Il 2023 è un anno che qui a Selva ricorderanno, perché c’è stato l’ingresso in Osterie d’Italia e tra due settimane su i 1000 Ristoranti d’Italia dell’Espresso.