Eleonora Bortolato, Cobas
Eleonora Bortolato, Cobas

Bologna 3 agosto 2021 - È tanto lo sconcerto e la mortificazione avvertita tra gli operai del magazzino Logista. "Lavoro li duramente da 10 anni – dice Lizeta – e ho visto passare diverse ditte in subappalto, almeno cinque, una addirittura è durata otto mesi. Il calo di lavoro è iniziato ultimamente ma la situazione non sembrava preoccupante. Ho finito il mio turno di lavoro normalmente e non ho ricevuto nessuna lettera che mi diceva che non dovevo più lavorare. Ma è arrivato il messaggino generale del benservito a tutti. Dal nostro canto chiediamo solamente di lavorare. Ci sono famiglie che hanno figli e mutui; non vogliamo incentivi o soldi per andarcene via ma continuare a lavorare".

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"Sto vivendo – continua Tania, che lavora al magazzino da circa cinque anni – una situazione incredibile, non immaginabile, difficile da comprendere. Ed è quella di trovarsi senza lavoro con un messaggino. Quando il lavoro c’è. Evidentemente il nostro contratto costa troppo. Qualche mese fa ci era stata offerta una buona uscita che alcuni hanno accettato. Ma la maggior parte di noi vuole solamente continuare a lavorare".
"Sono impiegato nel magazzino da circa tre anni – afferma ancora Savio – rientro in una categoria protetta perché ho una disabilità ma in pratica sono stato licenziato dall’oggi al domani e sono stato mandato a casa". Al fianco dei lavoratori ci sono i sindacati Sì Cobas e Filt Cgil. "Sabato pomeriggio – dice Eleonora Bortolato, del Sì Cobas che rappresenta il 90% dei lavoratori in appalto – sono stata avvisata a mezzo di una pec proveniente dall’azienda Logistic Time (Consorzio Metra) della rescissione del contratto da parte di Logista Italia verso il fornitore in appalto, causa chiusura del sito entro la fine del mese di agosto. I lavoratori sono stati avvisati con un messaggio WhatsApp, inviato sabato sera, che da lunedì "sarebbero stati dispensati dall’attività lavorativa".

Poi continua: "Preciso che prima di sabato nessuna informazione ci è stata fornita nel merito di questa drammatica decisione e non siamo mai stati avvisati di una crisi. Vi è evidentemente dietro questa scelta una decisione presa sulla sola scorta di una valutazione economica sul voler chiudere un sito ove il costo del lavoro è più alto rispetto agli altri". "Le organizzazioni sindacali – afferma infine Susanna Sandri di Filt Cgil – hanno chiesto un incontro immediato con le istituzioni in Città Metropolitana e tutte le parti coinvolte, con l’obiettivo di far cambiare idea a Logista, per salvaguardare 100 famiglie. E perché il nostro territorio non può accettare che un’azienda importante come Logista cessi le attività produttive".