NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Lorenzo Finetti, il dolore degli amici: “Non si può morire così, andremo avanti per te”

I pensieri dei compagni di squadra della Salus Pallacanestro under 17. Il sedicenne rimasto vittima domenica di un tragico schianto in scooter

Lorenzo Finetti

Lorenzo Finetti

Bologna, 5 luglio 2023 – Come spiegare a un sedicenne perché un amico, da un momento all’altro, non c’è più? Non c’è risposta allo sgomento dei compagni di squadra di Lorenzo Finetti, morto domenica a pochi metri da casa, in un incidente in scooter. Mentre ancora non è stata fissata la data dei funerali del ragazzo, gli amici della Salus Pallacanestro hanno voluto dedicargli dei pensieri, perché l’amicizia va oltre la morte.

«Lollo, uno dei miei migliori amici, un compagno di squadra, un compagno di giri in moto e di cazzate, non ho ancora realizzato quello che è successo – sono le parole di Simone –. Ogni tanto silenzioso e difficile da capire, altre volte sorridente e felice, mi sono affezionato subito. È difficile da capire perché e come è successo tutto ciò, ma penso che dobbiamo farci forza insieme e continuare a fare quello che piaceva a Lollo, pensando a lui come motivazione in più per non mollare".

Daniele scrive: "Ciao Lollo. Sono poche le foto di noi due insieme, poche le volte in cui ci siamo scambiati più di due o tre parole. Al contrario non è poco il rispetto e l’ammirazione che ho sempre provato verso di te, come giocatore e come persona. Ho sempre pensato che fossi uno dei più simili a me tra i regaz della Salus, o almeno a come vorrei essere. Parlavi la lingua dei fatti te Lollo. E io rimpiango con tutto me stesso di non aver fatto quel piccolo sforzo per diventare i grandi amici che eravamo destinati ad essere".

"In pochissimo sei diventato per me una delle persone più importanti – scrive Filippo –. Con te ho condiviso emozioni, risate, pianti e incazzature, vissute assieme come fratelli. Te ne sei andato di sorpresa, poche ore prima eravamo insieme, e poi boom, non c’eri più, e non ti ho potuto neanche salutare. Sarai sempre nei nostri cuori, grazie per aver condiviso un pezzo di vita con me. Ti voglio tanto bene Lollo".

"Ci conoscevamo da anni noi due – dice Matteo –. All’inizio quando sei venuto in Salus non parlavi molto e ci hai messo un po’ a sciogliere questo silenzio, ma poi sei diventato una delle persone a cui ero più legato. Sentivo di capirti perfettamente nel tuo silenzio. Questa storia mi ha fatto riflettere su quanto possa essere fragile e ingiusta la vita. Non meritavi questo. Ti meritavi di vivere la tua vita, facendo le cose che ami. Continueremo a farlo anche per te, a giocare a basket anche per te".

«Caro Lollo – dice Antonio –. Ci conosciamo da ben 8 anni, dal tuo arrivo in Salus. La tua mancanza lascia un grande vuoto e credo che la maggior parte di noi non riesca ancora realizzate ciò che è successo. Tu non meritavi questo, ma purtroppo la vita può essere crudele e imprevedibile. Per te cercheremo di dare il meglio sul campo e fuori, non dando nulla per scontato come ci insegna la tua storia".

"Volevo ringraziarti per questi anni meravigliosi passati insieme – sono le parole di Jacopo –, e anche perché quando sono arrivato in Salus sei stato uno dei primi che mi è diventato amico. Nonostante tu non fossi un tipo di tante parole ho capito che hai cercato subito di integrarmi nel gruppo. E solo adesso ho compreso che il valore di una persona si capisce appieno, purtroppo, solo quando la si perde". "Lollo è stato un grande compagno di squadra e amico – dice Leonardo –. Gli ho voluto un gran bene fuori e dentro il campo. L’ho sempre ammirato per la sua tranquillità e serenità. Non mi scorderò mai dei momenti insieme: riposa in pace Lollo, proprio a te non doveva capitare, meritavi il meglio".