Un momento dell'asta a Palazzo Re Enzo
Un momento dell'asta a Palazzo Re Enzo

Bologna, 2 luglio 2019 – Non avrebbe mai immaginato, il poeta e scrittore svizzero Robert Walser che i frammenti di una canzone ispirata alla sua più celebre composizione, ‘La passeggiata’, scritta nel 1919, sarebbero diventati preziosi oggetti pop da collezione. Succede, con le luminarie che riproducono il testo di ‘L’anno che verrà’, uno dei brani più suggestivi di Lucio Dalla scritto proprio come omaggio al lavoro di Walser.

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Dopo aver illuminato per mesi le notti di via d’Azeglio, diventando la ‘cartolina’ maggiormente fotografata della città, l’installazione luminosa  è stata  finalmente battuta all’asta. Si è mossa, su impulso della Fondazione Dalla e del Consorzio che riunisce i commercianti di via D’Azeglio, la prestigiosa casa d’aste Sotheby’s, che ha diviso il testo e la riproduzione luminosa di vari strumenti musicali che separavano le frasi, in 35 lotti, che questa sera sono stati offerti durante una cena di gala a Palazzo Re Enzo. Trecentocinquanta i posti disponibili (FOTO), tutti prenotati dai possibili acquirenti che, dopo l’aperitivo offerto da Emilianauto, sponsor principale dell’asta, nel cortile del Palazzo, sono passati nel grande salone del piano superiore per i saluti delle istituzioni e della diverse realtà coinvolte, per poi cenare e ‘combattere’ per aggiudicarsi i vari oggetti.

La prima offerta (telefonica) è arrivata direttamente dal Dubai: 10mila euro per la frase 'Caro amico ti scrivo' e altre tre (altrettanto riservate) da importanti nomi bolognesi. Insomma l'asta per le luminarie di Dalla è iniziata col botto. Particolarmente agguerrita la competizione per aggiudicarsi le frasi più famose, come 'E si farà l'amore', per la quale sono stati offerti 17mila euro e 'Caro amico ti scrivo'  all'asta per 14mila euro. Superstar dell'asta, e c'era da aspettarselo, è stata la scritta Ciao Lucio, aggiudicata dall'imprenditrice Manuela Dradi per 28mila euro. 

Alla fine sono stati 236mila gli euro raccolti. A beneficiarne sarà il reparto di oncologia dell’Ospedale Sant’Orsola, una struttura all’avanguardia, che li impiegherà, da un lato, per far progredire la ricerca scientifica sulla malattia, dall’altro per rendere più agevole la permanenza nelle strutture sanitarie dei degenti e dei loro famigliari. Proprio per questo, Sotheby’s ha scelto di ‘donare’ il suo lavoro, e il lustro che deriva dall’essere un marchio internazionale così importante, rinunciando a ogni commissione.

Per la Fondazione Lucio Dalla, si è trattato tratta della maniera migliore per onorare il cantautore bolognese, che delle luminarie, come di qualsiasi espressione di cultura popolare, specie del sud Italia, era innamorato. «Una volta – ha ricordato il presidente della Fondazione Andrea Faccani – Lucio fu invitato, in un paesino della Sicilia a far parte di una giuria per i migliori fuochi d’artificio, che concludevano una festa padronale. Accettò, e si perse per ore nell’incanto delle luminarie che addobbavano le vie del borgo. Sapere che il testo di una sua canzone sarebbe diventato l’arredo della ‘sua’ via d’Azeglio, lo avrebbe riempito d’orgoglio».