PIER LUIGI TROMBETTA
Cronaca

A Bologna il funerale e l’ultimo abbraccio al piccolo Shandor, morto a due anni

Il bambino ucraino aveva una grave malattia congenita. La comunità di Calderara si è stretta attorno a mamma e papà

L’ultimo abbraccio al piccolo Shandor

L’ultimo abbraccio al piccolo Shandor

Bologna, 23 giugno 2023 – L’ultimo abbraccio a Shandor. Ieri mattina, nel cimitero di Calderara, il funerale del bimbo ucraino di soli due anni morto venerdì scorso nel centro di accoglienza della cittadina. Il piccolo soffriva dalla nascita di una malformazione neurologica. Al rito funebre, celebrato, casualità ha voluto, il giorno del compleanno del bimbo, oltre ai genitori del piccolo, Oleksandr e Monika, erano presenti, tra gli altri, il sindaco Giampiero Falzone, i rappresentanti delle associazioni del territorio e di quelle che si sono occupate della famiglia ucraina e altri connazionali. Il feretro circondato da mazzi di fiori, dopo una toccante commemorazione, è stato sepolto nel prato del campo santo. Al funerale è stato portato anche il peluche di Shandor, tenuto per ricordo dai genitori e non messo sopra la piccola bara bianca prima che fosse interrata. "La nostra comunità – ha detto il primo cittadino - vuol dare la nostra vicinanza a questa famiglia vittima già della guerra. Calderara è anche questo. E sono contento che oggi siano qui presenti i rappresentanti delle associazioni che operano sul nostro territorio. Come ho avuto già modo di dire, con la scomparsa di Shandor oggi in cielo brilla una stella in più".

I genitori di Shandor, aiutati da una interprete, hanno ringraziato per la vicinanza e le persone che li hanno aiutati e che continuano ad aiutarli. Quindi è stata recitata una commovente preghiera e la bara bianca è stata tumulata. In precedenza un grappolo di palloncini colorati, con i colori della bandiera ucraina e di quella italiana, era stato fatto volare in cielo. Ed è stato il papà di Shandor a tagliare la cordicella per liberare i palloncini nell’azzurro del cielo. Shandor viveva con la famiglia nella città di Beregszàsz, piccola città al confine con l’Ungheria, e i suoi genitori erano andati via dall’Ucraina per cercare di far curare il bambino. Ed erano riusciti ad approdare a Calderara nel marzo dello scorso anno, assieme agli altri figli piccoli Adriana e Ruskan, nella loro camera nella residenza in cui sono ospitati insieme ad altre famiglie. Shandor aveva sempre con sé un peluche, uno dei pochi oggetti che la famiglia era riuscita a portare dall’Ucraina. Shandor intervallava la permanenza nel centro accoglienza di Calderara con ricoveri, assieme alla mamma che era sempre con lui giorno e notte, all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Nel santino di Shandor si legge: "Mio caro figlio, sei l’unica felicità su questa terra; ti vogliamo tanto bene, mamma e papà, ti ameremo per sempre e rimarrai nei nostri cuori".