Bologna, 19 novembre 2019 - L’allerta resta rossa ed è stata, anzi, prorogata fino a mercoledì 20 alla sera. «L’intero sistema di Protezione civile – dicono dalla centrale operativa – è all’opera per affrontare le conseguenze degli eventi meteo (foto). Stiamo lavorando soprattutto per riparare l’argine dell’Idice (che si è rotto una prima volta domenica nel comune di Budrio)». Ma stamattina c'è stata una nuova esondazione, sempre a Budrio. Il Comune ha ribadito l'ordine di evacuazione immediata di strade in prossimità degli argini. Il nuovo innalzamento del livello del fiume è stato provocato dalle piogge della notte. La fuoriuscita di acqua dalla 'falla' è di portata inferiore a quella di due giorni fa. Al lavoro diverse squadre di vigili del fuoco, protezione civile, forze dell'ordine e volontari. Le vie evacuate sono: Rondanina, Erbosa, Volpino, Montefano (zona 'Motta'), Viazza di destra da via Mingarano e tutte le laterali comprese nel tratto da Mingarano fino all'argine.

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I fiumi

Altro fronte è il torrente Quaderna (Ozzano) dove è in corso un intervento su una seconda falla. «Siamo costantemente in contatto – spiega il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –, con i tecnici che stanno lavorando ininterrottamente per ripristinare i danni. Ho sentito al telefono anche i sindaci di Budrio, Finale Emilia e Medicina, per valutare insieme come far fronte alle necessità più urgenti. Chiederemo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale». Compresi i rimborsi per i danni di privati e aziende. Tantissimi. A partire da quelli subiti dalle centinaia di persone evacuate o pronte per esserlo. Come è successo a Budrio (209) e a Malalbergo (15), e come potrebbe accadere presto agli abitanti di Selva Malvezzi.

Gli sfollati

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Seicento persone della frazione di Molinella che continuano a osservare con allarme ciò che succede al canale di scolo Sesto alto, messo sotto pressione dall’Idice ferito assieme al Sesto basso. «E in alcuni punti – spiega Michele De Vincentis, comandante provinciale dei vigili del fuoco – ha già iniziato a tracimare». Solamente domenica, erano al lavoro 150 vigili e 26 squadre con «personale arrivato anche da Piacenza, Ravenna, Rimini, Parma». Con loro, numerosi sono stati gli interventi di carabinieri, poliziotti, finanzieri e vigili urbani.

Budrio

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"Al momento la situazione è sotto controllo - assicura il sindaco di Budrio Maurizio Mazzanti - e le piogge sono previste in esaurimento. Alcuni cittadini sono stati di nuovo evacuati, dopo che ieri erano incautamente tornati nelle loro case", nonostante l'ordinanza di divieto. I volontari di Protezione civile si sono occupati questa mattina di recuperare le persone rientrate in casa e mappare tutte le abitazioni nelle zone di evacuazione, per verificare che non ci fossero persone isolate. Il numero degli sfollati dunque non è cambiato: si parla di circa 300 persone (vieo), di cui una ventina questa notte hanno dormito nel centro di raccolta allestito nel palazzetto dello sport. I vigili del fuoco stanno anche continuando a lavorare per raggiungere le stalle isolate e salvare gli animali (foto). Sono quattro le squadre du pompieri stanno lavorando in zona senza sosta.

Intanto il livello dell'Idice è "in calo" e l'acqua continua a uscire "in modo blando - continua Mazzanti - stiamo aspettando che le condizioni meteo migliorino. A quel punto - spiega - il vero perno della situazione sarà riuscire a raggiungere l'argine per iniziare i lavori di riparazione, perché la rottura si è verificata in piena campagna dove non ci sono strade". Per questo, spiega il sindaco, "si sta costruendo una pista di cantiere per raggiungere l'argine rotto con i camion".

La Regione

Nel primo pomeriggio, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, assieme al sindaco Maurizio Mazzanti hanno incontrato le persone sfollate che hanno trovato ospitalità nel palazzetto, una ventina circa sulle 300. "Stamattina abbiamo annunciato lo stanziamento di 1 milione e 250mila euro di fondi straordinari della Regione per le opere più urgenti su fiumi, costa e versanti", ha annunciato Bonaccini.

La Bassa

Se la città al momento sembra non avere grossi problemi (sacchi sono stati messi per precauzione in via Giunio Bruto, a Borgo Panigale), è la gran parte della Bassa che continua a restare con il fiato sospeso. «L’allarme rosso rimane, tutti i Centri operativi comunali continuano a lavorare h24», continua De Vincentis. Per fare fronte all’emergenza, è stato chiesto anche l’intervento dell’Esercito con tanto di procedura già attivata. E tra le tante criticità, ai primi posti ci sono le strade con «centinaia di migliaia di euro di danni soprattutto in montagna».

Le strade

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Ancora chiusa a scopo precauzionale la SP 6 Zenzalino per l’esondazione dell’Idice; in Appennino, problemi sulla SP 85 Fondovalle Savena, a Pianoro e a Loiano, dove è stata installata segnaletica di pericolo con riduzione della larghezza della carreggiata. Sulla Futa, al chilometro 76, sempre nel comune di Loiano, problemi per uno smottamento della scarpata e il cedimento della banchina (transito a senso unico alternato). Stessa sorte sulla SP27 in Valsamoggia, nel comune di Savigno, dove è crollato un tratto di strada di 40 metri. In ginocchio anche le coltivazioni, con la Coldiretti che lancia l’allarme asfissia, e gli allevamenti, con centinaia di animali morti.

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