Il segretario generale della Cgil di Bologna, Maurizio Lunghi
Il segretario generale della Cgil di Bologna, Maurizio Lunghi

Bologna, 11 ottobre 2021 - "Il fascismo non può più esistere. Lo diciamo noi, sindacalisti, dopo il vile attacco alla sede Cgil di Roma. Ma anche tutti quei cittadini che ci hanno portato la loro solidarietà davanti alla Camera del lavoro di via Marconi, spontaneamente". Maurizio Lunghi, segretario generale della Cgil di Bologna, è ancora sbigottito da quanto successo sabato. La sede del sindacato presa d’assalto, Forza Nuova tra i No Green pass e No Vax in piazza: "Una violenza al mondo del lavoro e ai suoi diritti" per dirla con Maurizio Landini, numero uno della Cgil nazionale.

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Sabato tornate in piazza a Roma. Bologna parteciperà?
"Eccome. E con noi ci saranno anche Cisl e Uil. Presenzieremo in tanti, direi 5-6mila dalla nostra città: stiamo già organizzando i pullman".
Si aspettava 2mila persone a Bologna di domenica, davanti alla Camera del lavoro, a cantare ’Bella ciao’?
"No. Dovevano esserci delegati sindacali, le nostre categorie. Non ci aspettavamo questa grande partecipazione anche da parte dei cittadini. Una risposta spontanea, segno che il fascismo non deve più passare".
In via Marconi anche il neo sindaco Matteo Lepore, alcuni tra i futuri consiglieri comunali e assessori, lo stato maggiore del Pd. La politica c’è?
"Ci dev’essere. Oggi, soprattutto, serve massima coesione sociale. E lo diciamo anche ai Si Cobas che domani (oggi, ndr ) manifestano. Dobbiamo agire, insieme, per risolvere il problema di queste associazioni para fasciste che non hanno mai nascosto il loro valori di riferimento. Lo dice la nostra Costituzione: non possono esserci formazioni che fanno apologia del fascismo. Credo sia la volta buona per seguire la nostra Carta e sciogliere Forza Nuova e altre formazioni simili".
C’è ancora nostalgia delle ideologie?
"Dopo la prima Repubblica, il vuoto non è mai stato colmato. Per questo serve un cambio di passo da parte della politica, con persone all’altezza. E i partiti che stanno nell’arco Costituzionale smettano di balbettare. Giorgia Meloni farebbe bene a prendere le distanze dal fascismo, senza tentennamenti".
Intanto tra No Vax e No Green Pass il mondo del lavoro è in fibrillazione. Il sindacato come si sta muovendo?
"Va colto un malessere, che si è creato nella società, a seguito della pandemia. Il problema è che dobbiamo fare informazione, soprattutto tra coloro che non si vaccinano per paura e che rischiano di venir strumentalizzati da chi, da destra, sta cavalcando la questione".
Insomma, non c’è solo squadrismo fascista?
"No. Il Green pass è uno strumento importante, obbligatorio da venerdì, ma non risolve il problema. Noi pensiamo che ci si debba vaccinare, e ci stiamo impegnando per questo. Ma in questa fase d’incertezza, non possiamo scaricare tutti i costi dei tamponi sui lavoratori. L’ha detto anche Caiumi, numero uno di Confindustria Emilia".
Le grosse aziende metalmeccaniche bolognesi pagheranno i tamponi ai dipendenti. È la strada giusta?
"Serve buonsenso. Non è facile in questa fase. Penso alle piccole e medie imprese, il tessuto principale del nostro territorio. Beh, se una persona non si vaccina in una grande azienda non va bene, ma la situazione resta gestibile. In una realtà più piccola, invece, può esserci una ricaduta pesante. Morale: come sindacato dobbiamo tentare di evitare irrigidimenti. Far ragionare i lavoratori ’irriducibili’, evitando che si facciano convincere dalle fake news".
Giovedì incontrerete Lepore. Che cosa gli chiederete?
"La premessa sarà ribadire il no a banchetti e comizi di forze para fasciste in città. Poi rilanceremo la ripresa di tutti i tavoli, visto che dal 31 ottobre c’è lo sblocco dei licenziamenti. E chiederemo lumi sul nuovo assetto istituzionale per affrontare alcuni nodi: bilancio, risorse europee, evoluzione degli investimenti come il Tecnopolo".