"I bambini che provengono dalla scuola dell’infanzia hanno alle spalle un’esperienza di gioco senza mascherina – osserva Francesca Cavallini, coordinatrice del gruppo di lavoro di Psicologia scolastica dell’Ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna –. Erano abituati a muoversi all’interno degli spazi senza impedimenti e potevano avere contatti fisici con gli amici e le maestre, anche se con le dovute precauzioni di lavarsi le mani, o di tossire nella piega del gomito. Per loro il passaggio all’uso del dispositivo rappresenta una novità che deve essere spiegata in modo tale da essere vista come positiva". Come? Con l’aiuto di fantasia e creatività: gli insegnanti potranno inventare una storia in cui la mascherina è uno strumento magico che può proteggere dalle avversità. "Da genitori tendiamo a focalizzarci su ciò che il dispositivo toglie, senza renderci conto di quello che dà – dice la psicologa –. Indossandola si impara il rispetto verso gli altri e la collettività e a osservare di più gli sguardi".