L'aula studio di via Petroni a Bologna (FotoSchicchi)
L'aula studio di via Petroni a Bologna (FotoSchicchi)

Bologna, 7 febbraio 2018 – Assolto perché il fatto non sussiste. Così ha deciso oggi il gup Rossella Materia chiamato a giudicare il caso del 26enne di Lamezia Terme che si masturbò davanti a una studentessa, nell’aula studio di via Petroni, mentre il pm aveva chiesto una condanna a due anni.

Il giovane, fino a oggi ai domiciliari e in passato già arrestato per onanismo davanti all’asilo di via Zamboni, era accusato di violenza sessuale per l’episodio avvenuto il 27 febbraio e che aveva visto coinvolta una studentessa all’epoca 21enne. Fu proprio la ragazza a presentarsi in questura per il riconoscimento e a dire di essersi allontanata dall’aula, nell’immediatezza dei fatti, per cambiarsi i vestiti, ‘sporcati’ dal giovane.

L’accusa di violenza sessuale si basava sul presupposto che il gesto aveva coinvolto fisicamente la ragazza. La difesa dell’imputato, però, affidata all’avvocato Robert Venturi, ha sostenuto che non c’erano prove, oltre alle dichiarazioni della ragazza, che fosse stata ‘sporcata’: la procura fece fare una consulenza tecnica, che ha escluso la presenza di liquido seminale su una sedia, mentre gli abiti erano stati lavati.

Il giudice potrebbe quindi aver accolto la linea difensiva, secondo cui poteva trattarsi di atti osceni, depenalizzati.