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28 mag 2022

Mazzoni: "Bilancio Pd, situazione delicata"

La federazione ha 4 milioni di debiti. La segretaria: "Siamo fragili, giusto guardare in faccia la realtà. È il primo passo verso il cambiamento"

28 mag 2022
luca orsi
Cronaca
Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, alla Festa. dell’Unità
Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, alla Festa. dell’Unità
Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, alla Festa. dell’Unità
Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, alla Festa. dell’Unità
Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, alla Festa. dell’Unità
Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, alla Festa. dell’Unità

di Luca Orsi

La situazione dei conti della federazione Pd, con oltre 4 milioni di debiti nel 2021, "è molto delicata, ma non disperata", afferma la segretaria dem Federica Mazzoni. Spiega: "Abbiamo avuto il coraggio di guardare in faccia la realtà". Ed "essere consapevoli è il primo passo per il necessario cambiamento".

Il bilancio in profondo rosso ("problema che esiste da molto tempo") è stato illustrato giovedì sera, nel corso della direzione. "Una fra le più politiche della vita del Pd bolognese", sostiene la Mazzoni. Non si è parlato solo di numeri, di partita doppia. Ma, "attraverso un progetto di risanamento e rilancio, con soluzioni concrete, strutturali e sostenibili, è stato fatto un esercizio di verità. Con il coraggio di guardare oltre l’orizzonte dell’immediato".

Primo obiettivo è fare tornare positivo il flusso di cassa. Stabilizzare i conti in due anni. Per ora, con il passaggio dell’ex segretario Luigi Tosiani alla guida del Pd regionale e la rinuncia di Alberto Aitini alle mansioni ricoperte in federazione, c’è stato un risparmio sul personale. E il trasloco della sede nella Casa del popolo di via Andreini, entro l’estate, dimezzerà gli attuali costi d’affitto, che scenderanno a 33mila euro.

Il voto del bilancio ha fatto registrare l’astensione dei quaranta esponenti della minoranza interna. Uno strappo che la Mazzoni minimizza: "Considero questa astensione come una porta aperta al dialogo. Ora mi auguro che scelgano di remare tutti dalla stessa parte". Quanto all’accusa di avere distribuito il dossier del bilancio a poche ore dalla direzione, la segretaria assicura: "Tutti i passaggi dovuti sono stati fatti. Penso sarebbe più opportuno guardare la luna, non il dito".

La Mazzoni sottolinea ancora una volta la decisione di "riconoscere la fragilità e la vulnerabilità del nostro partito". Un approccio, spiega, "tipico delle pratiche politiche del femminismo". In una società "che obbliga ad apparire sicuri e forti per essere vincenti". La "grande prova di forza è guardare i problemi con occhi bene aperti e schiena dritta".

La segretaria dem sottolinea quindi la ("non scontata") presenza in direzione di Marco Meloni, coordinatore della segreteria nazionale. "Una vicinanza non rituale. Segno di come Bologna sia importante per il partito nazionale. Che sostiene la nostra operazione di serietà e trasparenza".

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