Il mercato di Santa Viola in via Emilia Ponente
Il mercato di Santa Viola in via Emilia Ponente

Bologna, 7 settembre 2019 - Pulsa ancora la vita nel cuore dei mercati rionali. ‘Sportine’ passate attraverso i banconi, e le quattro chiacchiere di chi si conosce da vent’anni. Una bolla immutata nel tempo quella fra le bancarelle, che conserva ancora intatto il gusto di una volta. Basta fare un giro per la città e la situazione è subito ben chiara: la cara vecchia spesa di vicinato non ha di certo intenzione di sparire così facilmente. E’ tornata di moda come una sana abitudine, merito – forse – della ‘scoperta’ della cucina gourmet; tanto che in quattro mercatini (tra i cinque principali della città) gli affari sembrano andare "a gonfie vele". Lo dicono i commercianti, gli stessi però che in un’altre realtà – per esempio la Cirenaica – ammettono di non passarsela poi così bene. 

Le massaie sono tornate? Nel mercato Chiesa Nuova, senza dubbio. Aggrappato a via Murri e alla storia di un quartiere lo si potrebbe definire la ‘boutique’ del genere. Preziosi i cibi esposti tra i banchi, neanche una serranda abbassata, e l’immancabile tettoia, rifatta l’anno scorso. Insomma, "gli affari girano", come conferma anche Paolo Cavalieri, commerciante e consigliere alle attività produttive del quartiere Santo Stefano. "Ed è rimasto l’unico che svolge esclusivamente attività di vendita". Qualcuno, intanto, più in là pronuncia una frase di quelle che non senti più: "Te lo regalo". Merce rara, che arriva direttamente dal banco della panetteria di Angela Romagnoli. Dall’atmosfera bolognese doc di Chiesa Nuova al meltin’ pot culturale della Bolognina. Nel mercato di via Albani l’imprenditoria straniera si mischia con quella italiana, enoteche, bar per aperitivi, di fronte ai fruttivendoli come Majid Hussain, direttamente dal Pakistan. La ventata di vita, portata dalla riqualificazione terminata lo scorso anno, e la possibilità di somministrare bevande per i commercianti "ha fatto bene al mercato", anche se, come ammette Andrea Bernardi, "il problema dello spaccio non è risolto del tutto". 

A due passi, però, c’è la Cirenaica. Remo Merciari, che ha da 11 anni un banco di macelleria ha visto la clientela calare: "Troppo forte la concorrenza della grande distribuzione, e poco il ricambio generazionale". C’è poi chi della somministrazione di cibi e bevande ci ha fatto una fortuna: ai mercatini di Santa Viola e piazza Aldrovandi la vita c’è eccome, ma tutta assiepata intorno ai tavolini per il pranzo. Il business è quello ormai, e pare ben chiaro, soprattutto in pieno centro storico, dove un semplice banco del pesce si trasforma in ristorantino, e le massaie 2.0 riempiono le loro ‘sportine’ come da sempre, ancora una volta.