Virginio Merola, sindaco di Bologna (Ansa)
Virginio Merola, sindaco di Bologna (Ansa)

Bologna, 19 dicembre 2017 - “Tutte le critiche sono legittime, ma non accetto più le offese personali”. Con queste parole il sindaco, Virginio Merola, annuncia di aver dato mandato al proprio avvocato di denunciare alcune persone che tramite i social network hanno “colpito la mia dignità personale”. Odiatori della rete, insomma: i cosiddetti ‘haters’. Notizia che il sindaco diffonde proprio tramite un social network, Facebook, prendendo spunto dalla chiusura del gruppo “Una Bologna peggiore è possibile” annunciata dal suo creatore, il blogger Danilo Masotti. Un gruppo pieno di “gente che odia”, continua il blogger, che ha coinvolto “più di 17.000 iscritti uno peggio dell’altro, un gruppo che ha avuto un unico pregio: far conoscere a quei quattro gatti che lo leggevano quanta ignoranza ci sia in questa città”.

Ecco, dalla decisione di chiudere “Una Bologna peggiore è possibile” parte la riflessione di Merola. Il gruppo di Masotti “voleva essere il modo per aprire un dibattito sulle aspettative delle persone e su come le cose invece vanno realmente. Ne è scaturito, purtroppo ma era forse prevedibile- scrive il sindaco - un ricettacolo di offese, commenti pesanti, insulti, pretesti per colpire alla cieca”. Ovviamente, aggiunge il primo cittadino, “anche io come sindaco ero tra i soggetti presi di mira e non nascondo che mi aveva addolorato leggere, lì come altrove sul web, affermazioni offensive quanto false e tali da legittimare iniziative di carattere legale”. Aggiunge Merola: “I flussi incontrollati che passano sul web, che alimentano le discussioni, che determinano le opinioni, che sedimentano i sentito dire e che in definitiva creano una realtà vile e fasulla tesa solo a colpire indiscriminatamente sono il risultato di una accelerazione fine a se stessa”.

Una volta, fino a non molto tempo fa, “anche l’invenzione del complotto o dell’informazione costruita ad arte per colpire richiedeva tempo e ‘mestiere’, andava elaborata una ‘trama’- ragiona il sindaco - occorreva un casus belli, una situazione dalla quale fare dipendere la ‘storia’: non potendo disporre della verità si cercava di costruire almeno il verosimile”. Ora invece, su internet, “non è neppure necessario questo esercizio di travisamento o di ‘sceneggiatura’: la bulimia dei social- sottolinea Merola - non ritiene più necessario nemmeno il verosimile, figuriamoci la verità”. Per questo “mi ha colpito la scelta di Masotti”, rivela il sindaco: “Vorrei dire che l’ho apprezzata poi, in realtà, mi rendo conto che mi dispiace perché questa resa è il segno di una sconfitta non solo sua, ma di tutti. Di tutti coloro che ogni giorno barattano la realtà con la finzione, il vero con il falso e ahimé, anche di coloro, tanti come me, che credono in un mondo dove esiste ancora un esercizio che si chiama verifica e rispetto della verita’”. Detto ciò, “approfitto di queste considerazioni - conclude il primo cittadino - per informare che il mio avvocato ha presentato in Procura una denuncia per diffamazione: riguarda persone che ritengo abbiano colpito la mia dignità personale. Come avevo anticipato tempo fa, ribadisco che tutte le critiche sono legittime ma non accetto più le offese personali”.