Bologna, 16 giugno 2021 - L'addio a Michele Merlo, il cantante 28enne morto al Maggiore domenica 6 giugno per una leucemia fulminante, verrà celebrato in Veneto venerdì alle 17. Ma oggi a Bologna è il giorno della camera ardente, allestita fin dalle 9 (fino alle 16) in Certosa. “Trovo gravissimo che nessuno, della Regione o del Comune, abbia espresso una sola parola di vicinanza o solidarietà nei confronti della mia famiglia per la morte di Michele. Per me è stato come un taglio in faccia”.

Emma Marrone con il padre di Michele Merlo, alla camera ardente in Certosa

Queste le parole, strozzate dal dolore, di Domenico Merlo, il padre di Michele. La camera ardente, allestita al Pantheon della Certosa è stata da subito affollata di amici e famigliari, che hanno voluto rendere omaggio al ragazzo. Intorno alle 11 è arrivata anche la cantante Emma Marrone.

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Un peluche di un cagnolino, portato dalla mamma, e la musica di Michele diffusa nella camera ardente sono state lo strazio di questo addio. Tra le lacrime anche la fidanzata, consolata dagli amici. “La verità sulla morte di mio figlio - dice ancora papà Domenico - la sapremo tra sessanta giorni, all’esito dell’autopsia. Intanto Michele non c’è più. Nessuno me lo restituirà”.

Michele Merlo

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E' cambiato quindi il luogo del funerale, per motivi di sicurezza. Non più a Rosà (Vicenza), suo paese di origine, a Villa Marchiorello, ma allo stadio comunale 'Toni Zen' di Rosà, in via dei Fanti. Dopo la camera ardente il feretro partirà per Rosà dove resterà esposto nei giorni di giovedì e venerdì nell’Istituto Maria Ausiliatrice in via Roma, 82 (Rosà): domani dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 18; venerdì dalle 9 alle 11. Sulla morte di Mike Bird, il suo nome d’arte, è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo.

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L'inchiesta

L’inchiesta, senza indagati, è stata aperta per omicidio colposo e dovrà capire se vi sia stata qualche negligenza o imperizia medica soprattutto nei primi momenti in cui ’Mike Bird’ si era sentito male. Il 2 giugno, in particolare, quando si presentò al pronto soccorso di Vergato con mal di testa, sangue al naso, febbre e un grosso ematoma. Qui fu indirizzato alla guardia medica che, dopo la prescrizione di un antibiotico, lo mandò a casa. Il giorno dopo il trasporto con il 118 al Maggiore. Da capire anche se il ragazzo, che stava male già prima del 2, si era rivolto ad altri medici per un consulto.