Bologna, 9 giugno 2021 - Sulla morte di Michele Merlo, l'artista di 28 anni morto domenica notte all'ospedale Maggiore in seguito a una leucemia fulminante, l'Ausl ha terminato l’audit clinico per ricostruire la vicenda. Ricostruzione che ha riguardato diversi momenti: l’accesso all’ospedale di Vergato nel pomeriggio del 2 giugno, il soccorso in emergenza, e il successivo ricovero nella Rianimazione del Maggiore, a partire dal 3. 

Su quanto accaduto la Procura di Bologna ha aperto, dopo la denuncia dei familiari, un'inchiesta contro ignoti per omicidio colposo.

"L’audit, - spiega una nota dell'Azienda sanitaria - condotto sulla base dei documenti disponibili e delle testimonianze dei professionisti coinvolti, ha evidenziato alcune criticità sotto il profilo organizzativo rispetto all’ospedale di Vergato, ma non di particolare gravità, confermando invece, in tutti i momenti, l’adeguatezza dei processi clinici e assistenziali. Anche questa documentazione è a disposizione dell’autorità giudiziaria, nello spirito consolidato di piena e totale collaborazione".

Michele Merlo (foto da Instagram)

La ricostruzione parte da mercoledì 2 giugno. "Nel primo pomeriggio Michele Merlo si presentava autonomamente a Vergato, dove sono presenti le indicazioni di accesso al Pronto Soccorso e alla sede della Continuità Assistenziale. Come per ogni giorno festivo la figura sanitaria incaricata del controllo della temperatura è l’infermiere che presta servizio in Pronto Soccorso e la temperatura risultava regolare, secondo le normative anti-Covid. L’infermiera sulla base di quanto riferito dal ragazzo, a richiesta sui tempi di attesa, precisava che non era in grado di stimarli essendoci alcuni pazienti in carico al Pronto Soccorso. L’informava inoltre della presenza, nella stessa sede, del medico di continuità assistenziale (ex guardia medica), al quale il signor Merlo si è rivolto".

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Alle 15.50 il medico effettuata l’anamnesi, visitava il paziente riscontrando un quadro patologico dell’apparato faringeo, prescrivendo quindi un farmaco antibiotico.

Tre giugno: alle 21.52 la centrale operativa 118 riceveva la chiamata di soccorso. "Assegnato un codice rosso, la centrale inviava immediatamente automedica e ambulanza, che giungevano sul luogo del soccorso alle 22.09. Immediate le manovre di stabilizzazione delle condizioni vitali del paziente, condotte correttamente nonostante il contesto relazionale fosse in quel momento influenzato dalla drammaticità delle condizioni del signor Merlo. Alle 22.40 l’ambulanza, con il medico a bordo, ripartiva verso il Pronto soccorso del Maggiore con codice di massima gravità, dove giungeva alle 23.22. Sottoposto ad indagini multiple urgenti, il paziente veniva ricoverato in Rianimazione". 

I riscontri diagnostici e clinici, sottolinea l'Ausl, "evidenziavano una grave emorragia cerebrale spontanea e la necessità, pertanto, di un intervento neurochirurgico urgente, eseguito alle 2.22 del 4 giugno".

Concluso l’intervento "alle 4.03, il paziente veniva nuovamente ricoverato in Rianimazione. Il decorso post operatorio, purtroppo, si presentava critico con rapido peggioramento progressivo del quadro clinico sino al decesso, sopravvenuto il 6 giugno alle 21.45". 

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