Bologna, 7 marzo 2021 - Capitano dell'ultimo scudetto del Bologna. Basta quest'etichetta per alzarsi in piedi, stringersi nella commozione e mandare l'ultimo abbraccio terreno a Mirko Pavinato (Foto), che si è spento questa mattina all'ospedale Sant'Orsola di Bologna, consumato da gravi problemi renali che nelle ultime settimane lo avevano costretto al ricovero in ospedale. Problemi purtroppo aggravati dal fardello del Covid, che pure, nell'ultimo sforzo, l'ex baluardo difensivo del Bologna di Bernardini era perfino riuscito a debellare. (Nel video da You Tube: Bologna Fc 1909, intervista di Pier Paolo Pasolini ai giocatori del Bologna del 1964).


Troppo tardi, però, per sperare che la 'macchina' si rimettesse in moto. Pavinato, nato a Vicenza il 20 giugno 1934, aveva 86 anni. Per dieci stagioni, dal 1956 al 1966, è stato uno dei punti fermi della difesa rossoblù, difensore-francobollatore implacabile ma leale, ruvido ma sempre maestro di fairplay.
Franco Janich lo chiamava 'il vecio', attingendo a quella lingua comune della terra del Nordest che è stata una risorsa preziosa per plasmare lo spirito dello squadrone del '64.

Nel video: intervista a Pavinato e ai giocatori neoscudettati (1964)

(Fonte: Bologna FC 1909: Campioni a Fregene, da You Tube)

 

Razza veneta, cresciuto nel Vicenza, Pavinato sbarca a Bologna nel 1956 all'età di 22 anni per una cifra considerevole per quei tempi: 30 milioni. Giocherà 265 partite di campionato, 13 di Coppa Italia e 19 di competizioni europee (mai un gol all'attivo: ma allora per un difensore era dura vedere la porta altrui), vincendo lo scudetto del 1963-64 e la Coppa Mitropa del 1961.
Chiude la sua carriera al Mantova nel 1968, ma non ha mai chiuso il suo rapporto con Bologna e la sua squadra di calcio. Viveva nella bella casa di Via Borghi Mamo con la moglie Luisa, la stessa che solo venerdì lo accarezzava sul letto del Sant'Orsola, ricevendone in cambio una vivida occhiata di commozione.


Nell'ora del trapasso la figlia Sofia (moglie dell'altro ex calciatore rossoblù Francesco Gazzaneo), a nome della famiglia, ringrazia “i dottori Dentale e Pasquini, nonché tutti i medici e infermieri del Reparto 6 di Malattie Infettive del Sant'Orsola per come si sono prodigati fino all'ultimo”.
Pavinato era uno degli ultimi superstiti di quella magnifica squadra che il 7 giugno 1964 ha messo in bacheca il settimo scudetto. Di quegli eterni ragazzi oggi restano solo Romano Fogli, Bruno Capra, Rino Rado e Paolo Cimpiel, oltre che una montagna di indelebili ricordi.
Corsi e ricorsi. Dodici anni fa, il 12 febbraio 2009, se ne andava Giacomo Bulgarelli e due giorni dopo il Bologna fu di scena a Napoli, dove sul campo finì 1-1.
Stanotte tutti in piedi al 'Maradona' per celebrare Mirko. Per tutti i bolognesi col rossoblù nel cuore, semplicemente il Capitano dello Scudetto.



Il cordoglio del Bologna

"Tutto il Bologna Fc si stringe attorno alla famiglia Pavinato nel ricordo commosso di un uomo che ha fatto la storia del nostro club. Addio Capitano".

Matteo Lepore: "Il Capitano ci ha lasciato"

 “Il Capitano ci ha lasciato. Alla sua famiglia e al Bologna vanno le mie più sentite condoglianze”. Così l’assessore Matteo Lepore, che aggiunge “di Mirko Pavinato ricorderemo le gesta tecniche e le qualità umane di un campione che approdò a Bologna dalla sua Vicenza per dare forza ai rossoblù. Divenne capitano della squadra e la portò alla vittoria dello scudetto, quel settimo sigillo rimasto nella storia”.

Nel video: Pavinato alla Certosa di Bologna (2014)

(in visita alla tomba del presidente Renato Dall'Ara, che era presidente nell'anno dello scudetto. Fonte La Stefani - You Tube)