Mithila, l’ultimo viaggio. Prima la purificazione, poi la preghiera alla Mecca: "Cerchiamo la verità"

Dramma dopo il volo dal balcone, comunità unita a Torrette per il rito funebre. La madre sorretta dai familiari per un malore, anche il padre (indagato) in lacrime.

Mithila, l’ultimo viaggio. Prima la purificazione, poi la preghiera alla Mecca: "Cerchiamo la verità"

Mithila, l’ultimo viaggio. Prima la purificazione, poi la preghiera alla Mecca: "Cerchiamo la verità"

di Marina Verdenelli

ANCONA

Le mani giunte che poi vengono portate ai lati del capo, piegato in avanti mentre l’Imam pronuncia le prime parole della preghiera funebre. Schierati in quattro file, i componenti della comunità bengalese anconetana ieri mattina hanno voluto dare l’ultimo saluto a Mithila Zakir, la 15enne bengalese morta giovedì, dopo essere precipitata dal terzo piano tre giorni prima, nel quartiere del Piano. La comunità si è ritrovata fuori dall’obitorio dell’ospedale di Torrette già alle 9.30. Alle 11 il rito islamico: gli uomini presenti si sono girati tutti verso la Mecca e, in piedi, hanno recitato la preghiera durata pochi minuti. Una sorta di "riposa in pace, per il bene di Allah". Prima che il feretro, avvolto in più teli, fosse portato in una delle salette adibite a camera ardente, è stato lavato tre volte, da una Imam donna e preparata per la purificazione. Martedì il feretro tornerà in Bangladesh, in aereo da Roma.

A Torrette c’erano anche i familiari della minorenne. La mamma ha accusato un mezzo malore ed è stato il figlio a portarla fuori dalla saletta, sorreggendola mentre straziata dal dolore si disperava. Anche il padre è uscito sorretto da due connazionali e non si dava pace. La Procura lo ha indagato per istigazione al suicidio, ma l’accusa è ancora tutta da provare. C’è il sospetto di un viaggio in Bangladesh per farla sposare e questo avrebbe spinto la 15enne a buttarsi dal balcone. Eppure proprio sulle nozze la famiglia non sarebbe stata di quelle integraliste. A dirlo è stato Nahid Nazmul Ahmed, referente della comunità bengalese di Ancona. Conosceva la famiglia. "La sorella maggiore ha scelto lei il marito, un matrimonio da ’innamorata’ – ha spiegato Nahid –: non esiste il matrimonio combinato in questa famiglia. Anche il fratello è sposato e ha fatto una scelta d’amore".

Mithila frequentava il primo anno di un istituto professionale, il Podesti e sognava di lavorare nel mondo della moda. Era iscritta sui social dove condivideva video di Tik tok mentre cantava. Il fratello la ricorda come libera e felice. "Non sappiamo nemmeno noi cosa sia successo – ha detto a cerimonia finita – e cerchiamo la verità. Troppe cose che leggiamo ci stanno ferendo. La procura indaga sì, ma poi bisogna vedere se è vero quello che dicono". A Torrette ieri, al fianco dei familiari, c’era anche l’avvocato che tutela il padre indagato. "Non c’erano particolari tensioni in casa - ha precisato il legale Iacopo Casini Ropa - la loro è una famiglia allargata, più nuclei vivevano insieme e non si capacitano di quanto successo alla ragazzina". Ancora da fissare l’interrogatorio del padre davanti al pm Andrea Laurino.