Altre condanne per Mondo sepolto. Ieri il giudice Grazia Nart ha emesso condanne per 26 persone e sette imprese funebri, nell’ambito del processo al cosiddetto "racket dei funerali". Una maxi inchiesta di carabinieri e Procura che a gennaio 2019 coinvolse 74 indagati, accusati a vario titolo tra l’altro di associazione a delinquere, riciclaggio, violazioni fiscali. Una ventina patteggiò qualche mese dopo – tra cui i due ritenuti ’leader’ dei due cartelli d’imprese funebri che, secondo l’accusa, controllavano le camere mortuarie di Sant’Orsola...

Altre condanne per Mondo sepolto. Ieri il giudice Grazia Nart ha emesso condanne per 26 persone e sette imprese funebri, nell’ambito del processo al cosiddetto "racket dei funerali". Una maxi inchiesta di carabinieri e Procura che a gennaio 2019 coinvolse 74 indagati, accusati a vario titolo tra l’altro di associazione a delinquere, riciclaggio, violazioni fiscali. Una ventina patteggiò qualche mese dopo – tra cui i due ritenuti ’leader’ dei due cartelli d’imprese funebri che, secondo l’accusa, controllavano le camere mortuarie di Sant’Orsola e Maggiore, cioè Giancarlo Armaroli, amministratore del consorzio Rip service, e Massimo Benetti, presidente del Cif –, le richieste di altrettante persone coinvolte sono state invece applicate ieri. Patteggiate in totale pene dai tre anni e mezzo ai quattro mesi, per un totale di circa 25 anni (con la condanna a sei mesi di Diletta Lelli stata riconvertita in 45mila euro di multa), per le persone fisiche; sanzioni su quote equivalenti a quasi 200mila euro per le cinque società: Armaroli Tarozzi, Cif, Franceschelli, Garisenda e Lelli.

Per quanto riguarda le 12 persone con rito abbreviato, sei sono state condannate a pene che vanno da sei mesi a un anno e dieci mesi (cinque posizioni hanno ottenuto la sospensione condizionale); sanzioni totali di circa 62mila euro a Centro servizi funerari e ditta Grandi; esclusa invece la responsabilità amministrativa della ditta Golfieri "perché gli illeciti contestati non sussistono". Due le posizioni che hanno patteggiato in corso d’indagine (un anno e un anno, cinque mesi e 10 giorni, con condizionale), mentre è stato disposto il non luogo a procedere per Rip Service e l’imputato Cassarini. Disposte infine confische totali per oltre 180mila euro, mente sono toccati a titolo di risarcimento alle parti civili (Ausl, Sant’Orsola, Codacons, Regione Emilia-Romagna ed Eccellenza funeraria italiana) poco più di 90mila euro.

"Siamo molto soddisfatti per l’assoluzione perché il fatto non sussiste di Stefano Lelli, per il quale era stata richiesta la pena più alta, due e mesi otto.Contenti anche del patteggiamento di Diletta Lelli a una sola pena pecuniaria", commentano gli avvocati Guido Magnisi, Aldo Savoi Colombis e Giulia Barbieri. E l’avvocato Marco Linguerri per l’impresa Parmeggiani: Riccardo e Simone Parmeggiani sono stati entrambi assolti da tutte le accuse. "I miei assistiti hanno sempre avuto fiducia nella giustizia, rifiutando compromessi. Questa sentenza, finalmente, restituisce loro la dignità che meritano". Gli avvocati Guerini e Bonifazi, difensori di Cesare Pepe, esprimono "grande soddisfazione per l’assoluzione dal reato associativo. Quanto al falso in bilancio, già riconosciuto di lieve entità, proporremo sicuramente appello".

f. o.