di Nicoletta Tempera Una vita spesa per gli altri, con un occhio attento all’arte e alla cultura. Questa era stata l’esistenza di monsignor Eugenio Marzadori. Il parroco della chiesa di San Procolo, in via D’Azeglio, è un’altra vita portata via dal Covid. Il sacerdote, 77 anni, si è spento lunedì al policlinico Sant’Orsola, dove era stato ricoverato dopo l’aggravarsi delle sue condizioni dopo il contagio. Il religioso, che reggeva la parrocchia di San Procolo da quasi trent’anni, (gli era stata affidata nel 1992) si era occupato in prima persona anche del restauro della...

di Nicoletta Tempera

Una vita spesa per gli altri, con un occhio attento all’arte e alla cultura. Questa era stata l’esistenza di monsignor Eugenio Marzadori. Il parroco della chiesa di San Procolo, in via D’Azeglio, è un’altra vita portata via dal Covid. Il sacerdote, 77 anni, si è spento lunedì al policlinico Sant’Orsola, dove era stato ricoverato dopo l’aggravarsi delle sue condizioni dopo il contagio.

Il religioso, che reggeva la parrocchia di San Procolo da quasi trent’anni, (gli era stata affidata nel 1992) si era occupato in prima persona anche del restauro della chiesa e dei locali attigui. Ordinato sacerdote nel 1971, era stato parroco della chiesa di Santa Maria delle Budrie e cappellano della parrocchia della Beata Vergine Immacolata della Barca. Nel 1991 era stato insignito delle onorificenze di monsignore e cavaliere del Santo Sepolcro in seguito alla canonizzazione di Santa Clelia Barbieri. Nel 2000 aveva inoltre ricevuto l’incarico di sovrintendente onorario del tesoro della cattedrale e successivamente di addetto alla cancelleria della Curia per i beni culturali. Era anche presidente dell’Opera Pia Da Via Bargellini. La scomparsa di monsignor Marzadori lascia nel dolore la comunità dei fedeli della sua parrocchia, sempre curata con dedizione e impegno totali.

Come il sacerdote, altre undici persone hanno perso la vita a causa del Covid nelle ultime ore. Si tratta due signore, di 82 e 95 anni, e nove uomini: uno di 63 anni, residente a Imola, gli altri di 66, 71, 78, 82, 84, 86, 87 e 92 anni. Numeri purtroppo ancora troppo alti, mentre continuano a calare, in maniera costante, i nuovi casi di contagio registrati tra città e provincia. Ieri, stando ai dati diffusi dal quotidiano bollettino regionale, i positivi ‘scovati’ su un totale di 26.058 tamponi processati in tutto il territorio regionale, sono stati 201. Di questi, 148 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 25 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 9 attraverso i test per categoria, 2 attraverso gli screening sierologici, 2 mediante i test pre-ricovero, mentre è in corso l’indagine epidemiologica per 15. Tra i 201 nuovi contagi, 123 sono inseriti in focolai e 78 sono sporadici. Nessun caso è importato dall’estero né da altre regioni.

Si procede a piccoli passi, insomma, ma costanti verso una normalizzazione della situazione, dopo i numeri drammatici del mese di marzo. Più o meno stabile anche il numero delle persone ricoverate nelle terapie intensive bolognesi, che al momento contano 85 pazienti, uno in meno rispetto a lunedì. In totale, i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva di tutta la regione sono 331, 2.654 quelli negli altri reparti Covid: cento in meno rispetto al giorno precedente. Merito delle misure di contenimento, ma anche effetto della campagna vaccinale, che prosegue a pieno ritmo (almeno finché le scorte di siero lo permetteranno).