Un medico con la mascherina
Un medico con la mascherina

Bologna, 23 marzo 2020 - "L’ossigeno mi ha salvata, fidatevi dei medici". Antoinette Vogt è stata la prima contagiata da Coronavirus a Monte San Pietro, ha l’età e la condizione di fragilità che l’hanno inserita da subito nella fascia delle persone a rischio altissimo. Dopo la positività al tampone, dieci giorni fa, dal Maggiore era stata trasferita al Bellaria dov’è stata fino a sabato scorso. L’altro ieri, dopo pranzo, la bella notizia comunicata alla famiglia: "Sua mamma si è ripresa, non ha più la febbre, l’abbiamo staccata dall’ossigeno e sospesi gli antibiotici, le faremo un altro tampone ma intanto la trasferiamo a Villa Erbosa per un periodo di controllo", hanno detto i sanitari alla figlia Cristina, grazie alla quale riusciamo a intervistarla via telefono.

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Settantun’anni, nata ad Amsterdam e trasferita da oltre quarant’anni in Italia dove si è sposata e ha generato i suoi tre figli, Antoinette ora fa fatica a parlare, è stata sempre in buona salute fino al dicembre del 2017, quando a seguito di una caduta dalle scale di casa è entrata in un tunnel che l’ha portata per due volte nei reparti di terapia intensiva. Nella caduta di due anni fa ha riportato la frattura della clavicola con perforazione arteriale, poi un ictus ha peggiorato la situazione, tanto che al Maggiore i sanitari disperavano di poterla salvare.

"In due anni ha visto per almeno tre volte la morte in faccia" commenta la figlia Cristina che dopo il primo ricovero l’ha curata per sei mesi a casa propria, all’agriturismo Guardastelle, tra San Lorenzo e San Martino in Casola di Monte San Pietro. Dopo un periodo di casa-famiglia l’anziana ha dovuto subire un altro intervento con complicazioni ed un’infezione rimediata dopo l’operazione dello scorso ottobre all’ospedale di Bentivoglio: "È stata di nuovo ricoverata in terapia intensiva ancora al Maggiore, sembrava spacciata, e invece ce l’ha fatta. È uscita sulla sedia a rotelle ed è stata ospitata in una residenza protetta a Casalecchio".

Qui il probabile contagio da Coronavirus, proprio pochi giorni dopo l’adozione della quarantena e il divieto di visita ai parenti. "Non la vedo più dal 26 febbraio. Da allora ha iniziato ad avere un po’ di febbre. I medici hanno pensato alla precedente infezione. Non migliorava e il 14 marzo è stata trasportata d’urgenza al Maggiore. Il tampone del giorno seguente ha dato esito positivo. "Subito dopo è stata trasferita al nuovo reparto specializzato del Bellaria e per noi è iniziato un incubo. Un’angoscia prolungata fino alla buona notizia di sabato". 

A certificare la guarigione manca ancora l’esito dell’ultimo tampone, ma già ieri al telefono Antoinette aveva voglia di voltare pagina: "Non so niente di quello che è successo fuori in queste settimane, ma io sono pronta per riprendere i miei esercizi e la terapia per tornare a camminare. Medici e infermieri sono stati eccezionali. Non li ringrazierò mai abbastanza".