Monterenzio (Bologna), 30 agosto 2016 - Il proiettile da mortaio di 30 millimetri, che esplodendo ha ucciso Mauro Salmi e la sua compagna, Bianka Marzema Herman, polacca di 43 anni, non era l’unico ordigno bellico che il cinquantacinquenne conservava nel garage della sua villetta di Sassuno di Monterenzio. I militari e gli artificieri, tornati in tarda serata in via Panoramica 8, hanno disinnescato le altre due granate che Salmi aveva in garage, mentre sarebbero stati ritrovati anche altri due bossoli, considerati innocui, perché vuoti dell’esplosivo.

Il cinquantacinquenne, infatti, era conosciuto in paese per essere un appassionato di storia e grande collezionista di reliquie risalenti al secondo conflitto mondiale, tanto da andare in giro per le colline di Monterenzio a caccia di reperti, equipaggiato di un metal detector. Oltre a questa passione, inoltre, sembra che Salmi fosse esperto nel maneggiare gli ordigni per disinnescarli e lo stesso, probabilmente, stava facendo domenica pomeriggio quando, alle 15.15, il proiettile da mortaio è esploso, uccidendo sul colpo sia lui che la sua compagna. «È una tragedia siamo senza parole – dice Sandra, sorella di Mauro –. Stiamo passando tutti un momento davvero difficile».

Anche a Monterenzio, tutti gli amici del camionista di 55 anni sono rimasti senza parole quando si è sparsa la notizia della sua morte. «Conoscevo Mauro da 25 anni. Gli volevamo molto bene, passavamo insieme tutti i Capodanno – racconta Nicoletta Mainetti, titolare del caseificio Mainetti di Monterenzio –. In paese lo conoscevamo tutti come ‘Piedone’, per via dei suoi piedi lunghi. Era un piacere averlo in giro. Era un grande lavoratore, veniva spesso ad aiutarci per tenere in ordine la stalla». Proprio in quest’ultimo periodo, inoltre, Mauro aveva conosciuto Bianka, diventata subito la sua compagna. «Credo di essere stata la prima a conoscerla – ricorda Mainetti –. Stavano benissimo insieme, era proprio innamorato di questa donna e anche lei lo era di lui».

Un amore vero e sincero, raccontano gli amici, tanto che, nelle scorse settimane, «Mauro si era recato in Polonia con Bianka per conoscere i genitori di lei – conclude Mainetti –. Era da tanto tempo che non lo vedevo così felice, aveva finalmente trovato una persona che lo completava». Lunedì mattina, intanto, i carabinieri hanno effettuato una perquisizione anche a Bologna, in via Ferrara, dove Salmi era domiciliato.