Bologna, 11 luglio 2017 - Un tragico errore umano. Dagli accertamenti disposti dal magistrato Maria Rita Pantani, emergerebbe proprio che il paracadute utilizzato da Alessio Stipcevich nel suo ultimo tragico lancio non avrebbe avuto difetti, e che l’incidente mortale di domenica sulla Pietra di Bismantova, sull’appennino reggiano, che ha tolto la vita all’atleta di base jumping e orafo 42enne di Anzola sarebbe dunque stato causato da un fatale errore umano. Questo è quello che emergerebbe dalla perizia ordinata dal pm Pantani, che, come già noto da lunedì, non ha ritenuto necessario procedere con l’autopsia. La salma di Alessio nelle prossime ore sarà trasportata a Bologna. I funerali di Stipcevich si terranno domani alle 15, quando sarà celebrata la messa di addio alla Certosa di Bologna. L’uomo lascia la moglie e due figlie piccole, una di quattro anni e una di pochi mesi.

Il 42enne è morto dopo un lancio col parapendio domenica alle 11.30 sulla Pietra di Bismantova, in provincia di Reggio Emilia. I carabinieri di Castelnovo Monti, un paese sull’Appennino in provincia di Reggio, hanno accertato che l’uomo aveva fatto tre lanci dal costone più sporgente della pietra, detto pilone giallo. Stipcevich aveva fatto un primo lancio intorno alle 7.30 è un secondo lancio intorno alle 9.30: erano stati tutti regolari. Il terzo, purtroppo, si è rivelato mortale: Stipcevich si è schiantato al suolo, morendo sul colpo. Le operazioni di recupero sono state seguite dal Soccorso Alpino.

Originario di Anzola Stipcevich aveva un laboratorio orafo in via Podgora, in zona Saffi. Figlio d’arte, aveva intrapreso il mestiere di famiglia, imparato dal padre Fyodor che lo aveva introdotto nel mondo degli intarsi preziosi, e perfezionando poi la sua dote con gli studi, al liceo artistico Arcangeli. La sua vera passione erano però, fin da ragazzino, gli sport estremi. Sui profili Facebook e Instagram di Alessio, la maggior parte delle foto e dei video raccontano il suo amore per la disciplina e lo sforzo fisico, assieme a quello per la sua famiglia e per la natura. Una vita al massimo e ricca di affetti, spezzata da un paracadute che non si è voluto aprire.