Da ‘Salomone pirata pacioccone’ per Carosello all’erotismo di Wallestein e Ulula: in mezzo, la lunga collaborazione con Magnus. La lunga carriera del fumettista Giovanni Romanini, celebre disegnatore bolognese, è finita la notte l’altra notte, quando un malore improvviso lo stroncato in casa a 74 anni. Una carriera, appunto, che ha attraversato il momento più creativo della produzione...

Da ‘Salomone pirata pacioccone’ per Carosello all’erotismo di Wallestein e Ulula: in mezzo, la lunga collaborazione con Magnus. La lunga carriera del fumettista Giovanni Romanini, celebre disegnatore bolognese, è finita la notte l’altra notte, quando un malore improvviso lo stroncato in casa a 74 anni. Una carriera, appunto, che ha attraversato il momento più creativo della produzione italiana, dalla fine degli anni ’60 fino a tutti gli anni ’80. L’annuncio della sua morte è stata data dalla Sergio Bonelli editore, dove Romanini arrivò 25 anni fa entrando a far parte dello staff dei disegnatori di ‘Martin Mystère’.

Dopo le esperienze di Carosello la sua vera crescita artistica e creativa arriva grazie all’incontro con Magnus (Roberto Raviola) che lo presenta all’Editoriale Corno per fargli disegnare ‘Kriminal’ e poi lo prende come suo assistente, lavorando insieme ai personaggi di ‘Kriminal’, ‘Alan Ford’ e ‘Satanik’. Lavorando a stretto contatto con Magnus ne acquisisce lo stile rivoluzionario, fatto di nero e grottesco, al punto da poter sostituirlo quando, dopo una serie di screzi con Bunker, quest’ultimo lascia la saga di ‘Alan Ford’ all’apice del successo. La collaborazione tra i due prosegue per diversi anni, e insieme realizzano anche ‘La compagnia della forca’ (1976-78), lunga saga comica di ambientazione medievale, più volte ristampata. Romanini lavora su diversi fumetti neri, tra cui ‘Zora’ e ‘Wallenstein il mostro’, tra l’erotico e l’horror pubblicato sulla Edifumetto di Renzo Barbieri. Approda poi alla casa editrice Bonelli a metà degli anni ‘90, inizialmente supportando il Magnus nella lavorazione del celebre ‘Texone’ (suo ultimo capolavoro), quindi dedicandosi prima a ‘Zona X’ e successivamente a ‘Martin Mystère’: del Detective dell’Impossibile disegna una trentina di storie. Bologna gli ha reso omaggio nel 2017, con una mostra curata da Anafi in Sala Borsa su ‘Gli autori bolognesi tra il fumetto e il West’ insieme a Lucio Filippucci e Sergio Tisselli.