Bologna, 22 ottobre 2021 - Verrà indagato l'autista del camion che ha investito e ucciso Yaya Yafa, 22enen nato nella Guinea Bissau all'interporto di Bologna. Il pm Augusto Borghini, titolare del fascicolo, non dovrebbe invece disporre l'autopsia, dal momento che l'accertamento considerato non utile alle indagini, perché le cause del decesso sono evidenti.

Tre giorni. Da tre giorni il 22enne lavorava come facchino da interinale all’Interporto di Bentivoglio per il consorzio Metra, addetto all’attività di carico e scarico nei magazzini di Sda Express Courier, che fa parte del gruppo Poste Italiane, al blocco 13.4 del polo logistico.

Lì dove dopo appena tre giorni di contratto Yaya è morto all’una di ieri notte, schiacciato – stando ai primi accertamenti – fra un mezzo pesante e la ’ribalta’, cioè la piattaforma mobile, del magazzino durante un’operazione di carico. La dinamica del tragico infortunio è ancora oggetto di accertamenti svolti dall’Unità operativa prevenzione e sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Ausl e dai carabinieri della compagnia di Molinella, intervenuti a supporto nella notte. 

Il delegato sindacale: ecco cosa è successo / Video

Troppo giovane per morire

Era davvero troppo giovane Yaya Yafa per morire. Per morire così, sul posto di lavoro. Una morte bianca che fa discutere e fa ancora più male, guardando gli occhi appassionati di un ragazzo di appena 22 anni che nutriva un grande amore per il calcio. Yaya giocava come portiere in una squadra di Ferrara, la città in cui abitava. Un ragazzo che, sebbene si trovasse all’Interporto da così poco tempo, aveva già colpito i colleghi, dando subito l’impressione di un giovane "tranquillo e buono, con grande volontà e disposizione a guadagnarsi da vivere con il suo lavoro".

Con il sudore della fronte, lo stesso che anche solo per tre giorni Yaya non si è mai risparmiato di versare come facchino nei magazzini di Bentivoglio o sui campi da calcio. Una vita spezzata in un attimo, nel cuore della notte. E ora non restano che le lacrime.

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La dinamica

È da poco passata l’una, quando Yaya si trova al magazzino di Sda, al blocco 13.4 del polo logistico. Un lavoro – stando alle prime ricostruzioni – di carico merci e pacchi su un camion. È nel corso di questa operazione che qualcosa va storto. Un errore di distrazione, una mancata comunicazione fra l’autista del mezzo pesante e il piazzalista: cosa sia accaduto di preciso lo chiarirà l’inchiesta aperto dal pm di turno Augusto Borghini.

Il risultato però è noto quanto tragico ed è la morte del 22enne, rimasto schiacciato fra il camion e il muro dello stabile. Un urto che avrebbe sfondato il torace al giovane, forse colpito anche alla testa. Yaya, però, dopo l’investimento non è morto subito. Stando ad alcune testimonianze di chi si trovava con lui nel magazzino, il 22enne sarebbe rimasto in vita per alcuni minuti ma avrebbe perso molto sangue, tanto da rendere vano il tempestivo intervento dei sanitari.

Lo sciopero dopo l'infortunio mortale / video

Le indagini

Ora sarà da chiarire come e perché è avvenuto l’incidente e, soprattutto, se ci sono responsabilità per la morte di Yaya, che era anche iscritto come bracciante alla Flai-Cgil di Ferrara. Gli accertamenti su come il 22enne sia morto nel magazzino numero 9 sono ancora in corso da parte dell’Unità operativa dell’Ausl, che come detto è intervenuta nella notte assieme ai carabinieri della compagnia di Molinella e ai soccorritori del 118.

Quel che è certo è che verranno acquisite le immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza del sito e che saranno ascoltati tutti gli operai presenti al momento della tragedia, oltre che i datori di lavoro di Yaya. Il pm Borghini ha già aperto un fascicolo per il reato di omicidio colposo e nelle prossime ore saranno iscritti i primi nomi, dopo che gli accertamenti più approfonditi di Ausl e carabinieri saranno arrivati sul tavolo del magistrato. Ovviamente, la lista potrebbe allungarsi in base ad eventuali violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro.

Ancora uno sciopero

Altre due ore di sciopero per martedì prossimo, affidate alla categorie della logistica, con iniziative di presidio e assemblea. Le lanciano i sindacati confederali di Bologna. In una conferenza stampa i tre sindacati provinciali, Maurizio Lunghi (Cgil), Enrico Bassani (Cisl) e Giuliano Zignani (Uil) hanno anche spiegato che sempre martedì parteciperanno all'incontro convocato dal sindaco metropolitano Matteo Lepore e proporranno di ragionare su un accordo territoriale che possa rompere il sistema "liquido", come definito da Zignani, di contrattazione nelle imprese del settore, con appalti e subappalti che cambiano molto rapidamente e rendono complessa la rappresentanza.