Renato Zangheri (FotoSchicchi)
Renato Zangheri (FotoSchicchi)

Bologna, 7 agosto 2015 - “È’ venuto a mancare Renato Zangheri, sindaco di Bologna dal ‘70 all’83” (FOTO). Ad annunciarlo è l’attuale sindaco Virginio Merola che aggiunge: “Grande studioso di storia economica e di socialismo, dirigente del Pci a fianco di Berlinguer. A lui, uomo delle istituzioni, Bologna deve moltissimo per essere diventata modello nella crescita del welfare come motore di giustizia sociale, per aver valorizzato il decentramento come strumento di relazione costante coi cittadini e per aver rappresentato il volto migliore delle istituzioni negli anni del terrorismo, come nel 2 agosto del 1980 quando rappresentò una città ferita e capace immediatamente di reazione, civile nei soccorsi, ferma nella richiesta di giustizia”. “Alla moglie Claudia e al figlio Renato – conclude Merola – rivolgo il cordoglio della città di Bologna”. 

Il sindaco Virginio Merola, ha quindi proclamato il lutto cittadino per domani, sabato 8 agosto, in occasione dei funerali di Renato Zangheri. Per l'intera giornata di domani la bandiera comunale verrà esposta listata a lutto. Tutti i cittadini che lo vorranno, potranno rendere omaggio a Renato Zangheri nella camera ardente che verrà allestita nella sala Rossa di Palazzo d'Accursio, sempre nella giornata di domani, dalle 12 alle 17. Renato Zangheri verra' ricordato, nel trigesimo della sua scomparsa, in Consiglio comunale convocato in seduta solenne. I funerali si terranno in forma privata

La vita e gli studi. Renato Zangheri era nato a Rimini l'8 aprile 1925. Dopo aver frequentato la facoltà di filosofia dell'Università degli studi di Bologna si laurea nel 1947. Nel 1958 è libero docente e professore incaricato e nel 1962 vince il concorso a cattedra di "Storia economica" nell'Università degli studi di Trieste. Dal 1965 è professore ordinario di storia delle dottrine economiche dell'Università di Bologna.

La politica. Nel 1944 s'iscrive al Partito comunista italianoNei primi anni cinquanta fece parte della redazione di "Movimento operaio", rivista di storiografia marxista nata nel 1949, in seguito fu direttore di "Emilia" e di "Studi storici", rivista dell'Istituto Gramsci. Nel 1960, dopo il IX congresso, entra a far parte del comitato centrale e della segreteria della Federazione bolognese dove è responsabile della commissione culturale. Zangheri diventa consigliere comunale a Bologna nel 1956. Chiamato in giunta da Giuseppe Dozza, è nominato assessore il 24 luglio 1959.

Il sindaco e le stragi. Renato Zangheri viene eletto sindaco il 29 luglio 1970; sostituisce Guido Fanti, primo presidente della Regione Emilia-Romagna. Vice sindaco è Paolo Babbini, socialista. Gli anni di Renato Zangheri sindaco sono ricordati per gli avvenimenti tragici che colpiscono duramente la città: la strage del treno "Italicus" del 4 agosto 1974 dove muoiono 12 persone e 44 sono ferite per l'esplosione di una bomba a San Benedetto Val di Sambro; l'uccisione di Francesco Lorusso l'11 marzo 1977 e i fatti seguenti; la strage del 2 agosto 1980, quando alla 10,25 una bomba esplode nella sala d'aspetto della seconda classe della stazione ferroviaria . 

Renato Zangheri mantiene la carica di sindaco fino al 24 aprile 1983 quando è candidato e poi eletto deputato, capogruppo del Partito comunista in parlamento, fino al 1987. In seguito aderirà al Partito Democratico della Sinistra e ai Democratici di Sinistra. Dal 1991 torna all'insegnamento universitario, ricoprendo fra 1991 e 1994 la carica di rettore dell'Università di San Marino.  Nel 1998 il Ministero dei Beni culturali lo nomina presidente della Commissione scientifica per la nuova edizione nazionale delle opere di Antonio Gramsci, incarico da cui si è dimesso nel 2000. 

Il cordoglio della Regione"Esprimo a nome mio personale e dell'Assemblea legislativa regionale le più sentite condoglianze - afferma la presidente dell'assemblea legislativa regionale, Simonetta Saliera - per la scomparsa di Renato Zangheri, ex sindaco di Bologna, ex parlamentare e simbolo di una generazione di politici e amministratori che seppero coniugare la cultura con l'azione politica e amministrativa". "Prima come sindaco di Bologna negli anni tragici dello stragismo e del terrorismo, poi come parlamentare del Partito comunista italiano - prosegue Saliera - è stato uno dei costruttori della nostra democrazia repubblicana. Come non dimenticare il suo discorso in occasione dei funerali delle vittime delle strage del 2 agosto 1980? Con la mano del presidente Pertini sulla spalla, nelle sue parole Zangheri seppe tenere ferma la barra di una città che, pur martoriata dalle bombe, non cedeva di una linea rispetto alla difesa della democrazia e della legalità repubblicana. Così come la Bologna di Zangheri attuò in pieno la lettera e lo spirito della Costituzione diventando un modello internazionale in materia di welfare e sana amministrazione. L'esempio di uomini come Renato Zangheri - conclude la presidente dell'Assemblea legislativa - resta indelebile nella memoria quotidiana di ognuno di noi, per fare sempre di più e meglio al servizio delle nostre comunità".