Gli agenti di polizia intervenuti sul luogo del suicidio (Fotoschicchi)
Gli agenti di polizia intervenuti sul luogo del suicidio (Fotoschicchi)

Castenaso (Bologna), 20 novembre 2019 - L’aggressione alla moglie, la fuga disperata per le vie del paese fino a raggiungere la ferrovia e poi, in preda alla disperazione, il gesto estremo. Yassine Fatmi Idrissi, marocchino di 29 anni senza fissa dimora, è morto sotto al treno della linea Bologna-Portomaggiore ieri pomeriggio intorno alle 18.30: probabilmente si è gettato volontariamente sotto il convoglio che aveva appena oltrepassato la stazione di Castenaso ed era diretto a Bologna. È stata purtroppo del tutto inutile la brusca frenata del macchinista per fermare il mezzo, a bordo del quale c’erano trentaquattro passeggeri, tutti illesi.

Partiamo dal principio. Idrissi aveva appuntamento, verso le 17 di ieri pomeriggio, al centro commerciale Stellina con la moglie, bolognese di 32 anni ma residente a Castenaso, di professione infermiera, con la quale non abitava più. I due si incontravano periodicamente perché insieme hanno un figlio piccoloNelle vicinanze del centro commerciale, però, all’interno di in un parchetto, è nata una discussione; non la prima, sicuramente. Anzi, probabilmente l’ultima di una lunga serie, tanto che lei già in un’altra circostanza era stata costretta a denunciare il marito per maltrattamenti domestici. La situazione è degenerata velocemente. Il diverbio si è fatto sempre più acceso e l’uomo ha iniziato ad aggredirla anche fisicamente, per poi colpirla a un occhio con un coltello da cucina che aveva portato con sé. E’ in questo frangente che l’intervento di due passanti si è rivelato fondamentale per evitare alla donna conseguenze peggiori. I due sono riusciti infatti a separarli e a prestare immediatamente soccorso alla donna, che è poi stata assistita all’ospedale di Budrio, da dove è stata dimessa poche ore dopo con una prognosi di dieci giorni per ferite da punta da taglio e contusioni multiple. Nel frattempo il marito, invece, si è dato alla fuga per le strade della zona. Immediatamente è anche scattato l’allarme, con i carabinieri che sono stati avvisati da parte di chi aveva assistito alla scena. I militari di San Lazzaro e di Castenaso, aiutati anche dai volontari dell’Associazione nazionale carabinieri, si sono lanciati all’inseguimento del 29enne, che tra l’altro aveva anche procedimenti penali pendenti per spaccio di droga.

Poco dopo, però, agli stessi carabinieri è arrivata un’altra segnalazione da parte del personale delle ferrovie: un individuo si era gettato sotto il treno all’altezza della stazione di Castenaso Stellina, distante poche centinaia di metri dal luogo in cui era avvenuta la lite tra moglie e marito.
I carabinieri e gli agenti della polizia ferroviaria, arrivati immediatamente sul posto, non hanno potuto che constatare il decesso dell’uomo, il cui corpo giaceva dilaniato lungo i binari. In poco tempo è stato anche semplice appurare che la vittima era proprio colui che le forze dell’ordine stavano cercando e che poco prima aveva aggredito la moglie. Nel frattempo, il treno è rimasto fermo sul posto e il tratto ferroviario, che è a binario unico, chiuso per tutto il tempo necessario a effettuare i rilievi e liberare la ferrovia dai resti di Yassine Fatmi. Soltanto dopo più di quattro ore la circolazione è ripresa regolarmente e i passeggeri hanno potuto raggiungere la loro destinazione, dopo che erano stati costretti a rimanere all’interno dei vagoni per tutto il tempo.

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