Bologna, 13 lugio 2020 - Cambiare tutto per non cambiare niente, direbbe Tomasi di Lampedusa se avesse passato una notte in piazza San Francesco. Sì, perché, al di là dei soliti bla bla su quanto il Covid abbia cambiato le nostre vite, la movida in zona Pratello è rimasta tale e quale all’epoca pre-virus.
Dalla fine del lockdown, infatti, il popolo della piazza è tornata in pianta stabile con assembramenti e ben poche mascherine. Sabato notte, però, raccontano i residenti, si è toccato il culmine. E oltre ai bonghi, passate le tre di notte, si è materializzata una sorta di orchestra improvvisata con sax, trombone e pure una batteria. Una specie di concerto, come dimostrano immagini e video immortalati da chi, anziché dormire, ha dovuto sorbirsi musica a tutto volume con annessi applausi della folla per la performance. Un po’ troppo per chi vive in zona Pratello e da anni lotta contro queste notti senza regole. Dove i venditori abusivi di alcol continuano a imperversare e, spesso, si vedono spiacevoli scene di gente che fa i propri bisogni per strada e, a volte, anche contro la chiesa. Senza contare, poi, la distesa di vetri, bottiglie e rifiuti dopo le notti brave.

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Fratelli d’Italia ha raccolto le proteste dei residenti e chiede una risposta da parte dell’amministrazione in grado di mettere fine a questa situazione, considerata ormai insostenibile. Non si tratta, infatti, della prima volta. Già una settimana dopo la fine dell’emergenza sono stati tanti gli interventi delle forze dell’ordine per cercare di evitare assembramenti pericolosi. "Su Piazza San Francesco e le zone della movida incontrollate della notte non si può e non si deve arretrare di un centimetro per la tutela e la la salute dei cittadini", spiega Galeazzo Bignami, deputato bolognese di Fratelli d’Italia. Da qui, la richiesta da subito di maggiori controlli. Il consigliere comunale Francesco Sassone con il capogruppo in Regione Marco Lisei spiegano che grazie alle molte sollecitazioni dei residenti raccolte, lo scorso anno sono stati raggiunti risultati.

"L’ordinanza anti alcol e i maggiori controlli, strumenti da noi richiesti, si sono rilevati utili per arginare il fenomeno. Evidentemente l’amministrazione quest’anno ha dormito. È ora di svegliarsi", dicono. FdI punta il dito soprattutto sulla rigidità delle misure sugli esercizi commerciali, dopo l’emergenza Covid, e il mancato freno, invece, a questa movida ormai senza freni. "Non ha senso che nel resto della città si chieda agli esercizi di rispettare regole eccessivamente ferree e poi in queste zone si faccia regnare l’anarchia. Troppo facile prendersela con chi, i commercianti, hanno tanto da perdere se non rispettano le regole e non controllare e lasciare impuniti queste persone che con arroganza si appropriano di intere zone della città e pensano di poterci fare quello che vogliono alla faccia di tutto e di tutti", concludono Bignami, Lisei e Sassone.