Bebè, neonati. Foto d'archivio
Bebè, neonati. Foto d'archivio

Bologna, 5 aprile 2018 – Sono 3.095 i bolognesi che hanno visto la luce nel 2017. Bimbi, nati soprattutto da coppie over 30, che confermano la tendenza degli ultimi dieci anni: aumentano i figli di genitori stranieri e quelli generati fuori dal matrimonio. Questo il quadro disegnato dall’Ufficio di Statistica del Comune di Bologna riguardo alle nascite dello scorso anno.

Un lasso di tempo nel quale il capoluogo emiliano ha confermato un tasso di natalità superiore sia alla media regionale sia al dato nazionale stimato dall’Istat. I bimbi nati nel 2017 sono 3.095, 8 ogni 1.000 residenti. Come alla fine degli anni Settanta. Merito degli immigrati, senza il cui contributo il numero dei nuovi nati sarebbe in calo da alcuni anni. Nel 2017 sono stati generati 1.211 (39,1%) bambini con almeno un genitore straniero; di questi 854 non hanno la cittadinanza italiana (27,6% del totale). I figli di coppie miste, invece, sono 357 (11,5%).

Passando dalla nazionalità allo stato civile, si coglie un altro dato interessante. Oltre un terzo dei bimbi (1.168, il 37,7%) è nato al di fuori del matrimonio. Si tratta comunque di figli di coppie stabili, visto che il 92,6% di essi è stato riconosciuto da entrambi i genitori.

È il segno di una società che cambia. Lo stesso si può dire dell’età media delle mamme e dei papà, che continua a crescere. Nel 2017, al momento del parto, le madri avevano mediamente 33,5 anni, quasi tre anni in più rispetto al 1991; 37 anni i padri (contro i 33,8 del ’91). Rispetto al 1991, inoltre, sono più che raddoppiati i parti gemellari, passati da 20 a 42 (l’1,9% del totale). Le cause? L’innalzamento dell’età media dei genitori e il sempre più frequente ricorso alla fecondazione assistita con l’impianto di più embrioni.