Richard J. Tuttle
Richard J. Tuttle

Bologna, 17 marzo 2015 - Tra le tante meraviglie di Bologna, ce n’è una rimasta inspiegabilmente nell’ombra, nonostante sia ogni giorno sotto gli occhi di tutti. C’è voluta infatti tutta la passione del professor Richard J. Tuttle, per rendere giustizia alla fontana del Nettuno, con la pubblicazione della prima moderna monografia ad essa dedicata.

Ciò che gli occhi dei bolognesi sono abituati a vedere come un compagno di vecchia data, una presenza quasi scontata nel meraviglioso sfondo di piazza Maggiore, per lo studioso americano e professore di Storia dell’Architettura del Rinascimento (anche all’Università di Bologna), è «uno dei bronzi più belli del Cinquecento, un capolavoro assoluto», dice il professor Francesco Ceccarelli dell’Alma Mater.

Ceccarelli, assieme alla collega Nadja Aksamija della Wesleyan University, ha portato avanti il lavoro decennale del professor Tuttle dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2009, revisionando e completando il suo libro ‘The Neptune Fountain in Bologna: Bronze, Marble, and Water in the Making of a Papal City’, è stato presentato nella sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio da alcuni importanti storici dell’arte e dell’architettura quali sono i professori Andrea Bacchi, Francesco Caglioti e Richard Schofield.

Per l’occasione è anche possibile dare uno sguardo ‘inedito’ alla fontana, grazie all’aiuto della fotografia ‘orbitale’ che «darà la possibilità di ruotare virtualmente attorno al Nettuno e scoprirne i dettagli», spiega Ceccarelli.

«Il professor Tuttle ha cominciato ad interessarsi al Nettuno e a piazza Maggiore durante la sua tesi di dottorato alla Stanford University – racconta la professoressa Aksamija –. Bologna è stata la sua passione fino alla fine. ll professor Ceccarelli ed io abbiamo lavorato spesso con lui e questo manoscritto ha rappresentato per noi la sua eredità».

Un’eredità talmente preziosa che la fondazione Vistas di New York, di cui fanno parte vari mecenati come la collezionista Hester Diamond e il critico musicale e manager di Bruce Springsteen Jon Landau, ne ha finanziato la pubblicazione, realizzando anche un sito ad hoc (vistasvisuals.org) per l’ampia campagna fotografica ad alta risoluzione dedicata al Nettuno eseguita dal fotografo Lucio Rossi.

Ad attirare l’attenzione di collezionisti e studiosi esteri è un’opera «unica nel suo genere, realizzata tra il 1563 e il 1567 dallo scultore fiammingo Giambologna e l’architetto siciliano Tommaso Laureti – spiega Aksamija –. Il Nettuno è stato così importante che l’intera piazza è stata stravolta per poterlo accogliere al meglio, come simbolo del potere papale. Per non parlare della rete idrica che porta l’acqua a tutto il centro storico: una perla di ingegneria per l’epoca».

Nonostante l’immenso valore, le risorse per ‘curare’ i malanni del dio del mare bolognese scarseggiano: «Speriamo che il libro faccia anche da cassa di risonanza per la ricerca di sostenitori privati che assicurino un futuro alla fontana – aggiunge Aksamija –. Al Nettuno serve una manutenzione regolare e una serie di protezioni, purtroppo anche dagli stessi cittadini, che talvolta svalutano l’importanza di opera d’arte dal valore incalcolabile ».