Andrea Segré
Andrea Segré

Bologna, 25 marzo 2015 - «Restaurare il Nettuno? È una mossa lungimirante nell’ottica di uno sviluppo turistico della città. Per questo, con il direttore Alessandro Bonfiglioli abbiamo proposto al cda di destinare una parte degli utili del bilancio di Caab all’encomiabile raccolta promossa dal Carlino». Andrea Segrè, presidente del mercato e ideatore di Fico, presenta in Comune, con la vicesindaco Silvia Giannini, i conti del Caab. E dal Caab arriveranno trentamila euro per sostenere il restauro del Gigante.

I conti, quindi, tornano?

«La proposta di bilancio che presenteremo domani (oggi, ndr) e dovrà poi essere votata dai soci a maggio rappresenta il quarto bilancio in positivo di seguito».

Beh, lo usi per Fico.

«Per quello c’è il fondo Pai, che presto si arricchirà di una nuova quota molto importante».

Da parte di chi?

«Posso solo dirle che arriva dal mondo delle professionalità agrarie e questo, da agronomo, mi onora. Fico, vede, non per caso è nato di fianco alla Scuola di Agraria e Veterinari. I colleghi docenti ci stanno dando una grossa mano nella parte scientifica e con il rettore stiamo pensando a come dare seguito a questo legame».

Il rettore cambierà presto.

«Sarà un passaggio cruciale. Ho incontrato i quattro pretendenti. Il più convincente, ma è un mio parere, è Gianluca Fiorentini».

Torniamo al Nettuno.

«È il simbolo della città: insieme ai portici rappresenta una parte importante del nostro patrimonio di bellezza. Anche Fico sarà bello e farà parte del patrimonio della città. Ciò vale in senso simbolico ma anche economico, visto che Caab, ricordiamolo, è per l’80% del Comune. E visto che in questi anni ha avuto tanto dalla città, è doveroso che, tornato in utile, restituisca qualcosa alla comunità. Ai soci proporrò di intervenire nel restauro del Nettuno e in un progetto sul recupero dei portici dai graffiti. In vista di Fico».

Il Nettuno è malconcio ma tangibile. Fico, al di là dei proclami, quando lo vedremo?

«I lavori procedono, anche grazie all’accordo siglato con tutti i grossisti. Tra qualche settimana chi passerà da lì troverà già una fisionomia cambiata. Gradualmente Fico diventerà più riconoscibile».

Anche i Civis parcheggiati lì da anni sono a ben riconoscibili.

«A quelli stanno pensando Comune e Tper. Anche se se qualcuno mi ha suggerito che potremmo usarli come ristoranti itineranti per trasportare i visitatori verso Fico e dare loro, lungo il tragitto, qualche primo assaggino. Ma dovessero rimanere ancora lì ci penserò seriamente (ride, ndr).

Simone Arminio

 

 

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