Bologna, 18 dicembre 2017 - Il restauro  del Nettuno, una delle più belle fontane rinascimentali ad acqua lenta al mondo, è completo. Venerdì, alle 13, ci sarà la cerimonia dell’inaugurazione ufficiale. È stata una bella sfida, durata 551 giorni. L’imprevisto – capace di stravolgere tempi e costi dei lavori – si sarebbe potuto nascondere dietro a ogni putto, sirena o cartiglio, nelle fessure fra i marmi. È spesso così, nei restauri complessi: si sa come si comincia, non quando e come si finirà.

La sfida è stata vinta grazie alla capacità di tanti soggetti diversi di fare squadra – pur con differenti approcci e diverse formae mentis – per raggiungere il fine comune: salvare il Gigante malato. Un inedito, nel nostro Paese. È stato un intervento innovativo, nei modi e nei contenuti. Seguito da migliaia di persone che hanno visitato il cantiere.

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Questo impegno collettivo viene raccontato nel volume 'Nettuno. La fontana: studio, progetto, restauro', edito dalla Bononia University Press su impulso del rettore Francesco Ubertini. È un libro che racconta il lavoro, i metodi, le tecniche – spesso avveniristiche – d’indagine e le nuove scoperte degli oltre centocinquanta specialisti del Comune, dell’ISCR, dei Dipartimenti universitari, delle ditte incaricate che vi hanno contribuito, singolarmente e collettivamente.

«Non è un tipico testo accademico e nemmeno una strenna celebrativa, non ha neanche la forma tradizionale di un libro sul restauro», spiega Marco Gaiani, curatore del volume, ordinario al Dipartimento di Architettura e responsabile scientifico dell’accordo collaborazione tra Alma Mater e Comune relativo al restauro. «È il racconto di quanto è accaduto in questi mesi, da parte dei protagonisti che hanno condiviso con gli altri, nel libro come nel lavoro, la propria esperienza umana e professionale». È, soprattutto, «il racconto di ciò che i visitatori non hanno potuto osservare dal ponteggio né potranno ammirare dopo che il Nettuno sarà restituito alla sua città».

Il libro – 272 pagine, ricco di fotografie inedite, indirizzato a tutti: tecnici, appassionati, turisti, cittadini – cerca di cogliere e spiegare i segreti più profondi del Nettuno. Dalla storia del monumento e dei suoi interventi di restauro nei secoli, al sistema idraulico e delle acque; dai bronzi e ai materiali lapidei (con i problemi legati a diagnostica, problematiche conservative e metodologie d’intervento), fino a temi come l’illuminazione del monumento e la gestione del cantiere.

Il contenuto dell’ultimo capitolo, intitolato E la storia non finisce mai, non esiste sul libro perché non sintetizzabile in forma di testo. Nella pagina si trova un semplice Codice QR che rinvia al sito del restauro – che continuerà nel tempo a essere aggiornato – e a una piccola app che ha due funzionalità: ovunque si sia, disegna un percorso che conduce al Nettuno; una volta giunti a destinazione, attiva due audioguide che illustrano la storia del monumento e il restauro compiuto. Grazie al libro e all’app «il Gigante narra, attraverso le voci di oggi, la propria storia».