La fermata di via Beverara vicino al punto dell’aggressione (Schicchi)
La fermata di via Beverara vicino al punto dell’aggressione (Schicchi)

Bologna, 20 novembre 2018 - Non si indaga più per una rapina aggravata, ma per omicidio volontario al momento senza iscritti. L’inchiesta della procura sul decesso di Nicu Chirilàmetalmeccanico romeno di 55 anni – ha preso una direzione ben precisa per far luce su quanto accaduto allo straniero residente in città quel lontano 6 ottobre. È quello, infatti, il giorno in cui il romeno sarebbe stato aggredito da ignoti a scopo di rapina, mentre andava a prendere l’autobus in via della Beverara dopo aver fatto tappa in un negozio del Centro Navile. Malmenato e derubato del cellulare, Chirilà era rientrato a casa, dal fratello e dalla cognata con i quali vive, e solo una volta là aveva iniziato a sentirsi male, a raccontare cosa gli era accaduto.

Bologna, Nicu Chirilà è morto 40 giorni dopo la rapina. Indaga la polizia (FotoSchicchi)

Il resto è cronaca dei giorni scorsi: portato in ambulanza al Maggiore la sera stessa dell’aggressione, il romeno è andato via via peggiorando, finendo l’11 ottobre in Rianimazione per una sospetta rottura del pancreas per poi morire il 14 novembre scorso. Sul caso l’Ausl ha già avviato un’indagine interna: al momento dell’ingresso al pronto soccorso gli era stato assegnato un codice giallo, per un paio di costole rotte e altri traumi. Nulla che, però, potesse far pensare all’esito più tragico possibile.A

AGGIORNAMENTO Bologna, pestato e rapinato alla Beverara morì 40 giorni dopo. Presi gli assassini - La cognata: "Grazie per aver fatto giustizia"

Le indagini, passate dal commissariato Bolognina-Pontevecchio alla Squadra mobile coordinata dal pm Manuela Cavallo, sono state subito avviate dopo il decesso, ma pagano lo scotto dei giorni trascorsi dall’aggressione. Dai primi riscontri, infatti, non sarebbero stato trovati filmati utili nelle telecamere della zona: trascorso così tanto tempo, i video sono già stati sovrascritti. L’autopsia sul corpo del romeno deve ancora essere fissata. Ai poliziotti, che dopo la segnalazione del Maggiore aspettavano si riprendesse per poterlo sentire, Nicu non ha mai potuto dare la propria versione: per tutto il ricovero è stato intubato e spesso era incosciente.