Nidi gratis a San Lazzaro (foto d'archivio)
Nidi gratis a San Lazzaro (foto d'archivio)

San Lazzaro di Savena (Bologna), 11 settembre 2019 - "Orgoglio e felicità, è questo che ho provato: grazie a questa misura, le istituzioni possono davvero dimostrare di ascoltare le famiglie". A parlare é Isabella Conti e il riferimento è alle parole pronunciate dal premier Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia alla Camera. "Questo Governo - ha dichiarato - quale prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi, si adopererà, con le Regioni, per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall’anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l’offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno". 

A San Lazzaro i nidi gratis sono già una realtà, e sono gratis per tutti, non solo per i redditi medio bassi. L’obiettivo era di renderli universalmente gratuiti a partire dal 2020 ma, grazie a un contributo regionale - erogato a tutti i Comuni -, l’obiettivo è stato raggiunto già a partire da quest’anno. In tutto, si tratta di circa 300 bambini - praticamente l’intera platea 0-3 della cittadina dell’hinterland bolognese - che per frequentare gli asili nido non pagheranno alcuna retta, a prescindere del reddito e dall’Isee delle loro famiglie. Per il Comune di San Lazzaro i nidi costano, nel complesso, circa 2 milioni e mezzo di euro: dalle rette entrano nelle casse comunali circa 480-500 mila euro.
 
"In pratica, a nostro carico c’erano già 2 milioni e 100 mila euro - spiega Conti -. Ho pensato che, con uno sforzo non enorme da parte nostra, avremmo potuto sollevare le famiglie da un costo che, invece, sulle loro spalle pesa eccome, considerato che una retta mensile puo’ arrivare anche a 500 euro". E come si supplisce a quel mezzo milione di euro che, prima, arrivava dalle rette? "Ottimizzando. Mettendo i led su tutto il territorio comunale. Grazie al recupero dell’evasione fiscale".
 
La gratuità dei nidi va di pari passi con l’azzeramento delle liste d’attesa: "Non abbiamo liste d’attesa, ma siamo consapevoli che la richiesta aumenterà: per questo ci stiamo già muovendo per organizzare nuovi spazi e realizzare nuovi nidi in vista dell’anno prossimo". 
Alla base della scelta di realizzare i nidi gratis, la volontà di offrire un sostegno alle famiglie ma anche alla maternità: "Spesso i bimbi non vengono mandati al nido per motivi di ordine economico. E se i nonni sono lontano, allora nella maggior parte dei casi è la mamma che deve stare a casa. Ma collocarsi fuori dal mercato del lavoro per 3 anni significa, poi, riscontrare grosse difficoltà quando sara’ il momento di rientrarvi. Riteniamo questa misura un vero e proprio ammortizzatore sociale". 
 
C'è chi ha criticato la volontà di garantire nidi gratis anche alle fasce più forti della popolazione: "È stata una scelta precisa – continua Conti –. È dimostrato, anche dai più recenti test Invalsi, che prima i bimbi vanno a scuola, più facilmente potranno affrontare con successo i successivi cicli scolastici. È una misura sociologica e pedagogica: se scuola deve essere - con un’offerta qualitativamente alta, volta alla formazione degli adulti consapevoli di domani - scuola sia, libera e gratuita per tutti".