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23 apr 2022

No Green pass, richiesta di danni All’attacco 50 dipendenti Unibo

Il gruppo di lavoratori: "Violazione della privacy". I contagi Covid sono mille,. quattro anziane vittime

Non si arrendono i dipendenti dell’Alma Mater di Bologna e presentano il conto all’Ateneo, con una richiesta di risarcimento danni per violazione della privacy dopo la diffida presentata nell’ottobre scorso. Sono circa 50 i lavoratori, appartenenti al gruppo ‘Lavoro e Studio Diritti di Tutti’, formato da oltre 150 persone, che ritengono di aver subito "illegittimi comportamenti e trattamenti a loro imposti da dirigenti e delegati dell’Ateneo". Seguiti dall’avvocato Angela Kuntner, i dipendenti no Green pass parlano anche di "abusi dei poteri di controllo e verifica, tra le quali la mancanza di invio di una circolare informativa unitaria a tutti i dipendenti". Criticato anche "l’utilizzo per i controlli di agenti di una cooperativa esterna e studenti ‘150 ore’", così come "l’assenza di adeguata formazione impartita agli incaricati ai controlli sulle modalità di trattamento di dati sensibili sanitari, come invece richiesto dalla normativa europea e italiana in tema di privacy". La richiesta di risarcimento riguarda anche "la grave violazione delle norme sulla sicurezza sul posto di lavoro" da parte dell’Ateneo. Con il controllo del Green pass, sostiene infatti il gruppo, si sarebbe verificato anche "il conseguente rischioso abbassamento delle misure necessarie a prevenire efficacemente la diffusione del virus".

La richiesta danni è dunque "un atto dovuto e una prima azione, anche per sostenere i colleghi privi del Green pass sospesi senza stipendio, alcuni già da settembre 2021".

I nuovi contagi Covid, intanto, sono mille, restano 11 i pazienti in terapia intensive, mentre si registrano altre quattro vittime: due donne di 79 e 87 anni e due uomini di 83 e 96 anni. Le prenotazioni per le quarte dosi sono salite a quota 7.739, quelle somministrate hanno superato da giovedì quota 2.500.

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