Bologna, 20 aprile 2021  - La maggior parte è già stata identificata. Per il resto sarà questione di pochi giorni. Tutti (o quasi) sono finiti sul tavolo della Digos e alla fine della conta arriverà una sanzione di 400 euro cadauno. Parliamo della manifestazione, regolarmente autorizzata, andata in scena domenica mattina ai Giardini Margherita: 200-250 persone senza mascherina e ben assembrati.

Il fatto No Paura Day a Bologna: raduno dei negazionisti Covid ai Giardini Margherita

Cosa normale fino a febbraio dello scorso anno, poi tutto è mutato e il Covid ha iniziato il suo macello con contagi, terapie intensive e ospedali zeppi, ma soprattutto morti. E così tutti mascherati, al chiuso e all’aperto, e distanziati. Regole arrivate a suon di Dpcm, rigettate però da chi, due mattine fa, ha preso parte alla ’conferenza-incontro’ pubblico denominato ’No paura day, per la libertà di pensiero e di parola’. Per gridare con un megafono che "il Covid è la più grande truffa sanitaria del XXI secolo" e che sarebbe stata "ordita dai poteri forti" per "testare la sottomissione dei popoli".

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Manifestazione che, come anticipato, era stata regolarmente autorizzata dalla Questura, con gli organizzatori che, per ogni colloquio avuto in precedenza con le forze dell’ordine – da quanto è emerso – avrebbero sempre indossato la mascherina. Non però, disobbediendo a tutto e tutti, durante il maxi assembramento assieme al resto dei partecipanti: la maggior parte provenienti da Bologna e provincia, mentre una cinquantina o poco più da fuori, in particolare da Cesena e dalla Romagna. Molte facce note, protagoniste di vecchie e nuove proteste: complottisti, negazionisti, No Mask, No Vax, di tutto un po’. Tra gli organizzatori, c’era anche l’avvocato Manola Bozzelli, compagna dell’ottico Gian Luca Giulietti, morto di Covid. Il 3 aprile dello scorso anno raccontò al Carlino : "Io e Gian Luca ci siamo visti l’ultima volta il 6 marzo. Dovevamo vederci anche la sera dopo, ma lui non si sentiva bene. È stato quello l’inizio". L’inizio di una tragica odissea, conclusasi nel più drammatico dei modi al reparto di terapia intensiva del Sant’Orsola. Sul palco ha parlato anche Mattia Florulli, titolare dell’Hallowen di via Stalingrado, il pub finito sotto sequestro a gennaio per una serie di violazioni, denunciato per epidemia colposa e inosservanza dei provvedimenti delle autorità.

Le due ore di incontro, comunque, sono state riprese interamente dalle telecamere degli inquirenti che oltre alla sanzione per le violazioni delle norme anti-Covid, insieme alla Procura potrebbero valutare eventuali altre contestazioni.