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16 apr 2022

"Noi, antennisti senza un attimo di pace"

Gianluigi Cané (Cna): "Veniamo contattati in continuazione, tra lavori all’impianto e semplici operazioni. Ma non è colpa degli utenti"

francesco moroni
Cronaca
Gianluigi Cané, presidente provinciale e regionale del settore Mestieri elettronici di Cna
Gianluigi Cané, presidente provinciale e regionale del settore Mestieri elettronici di Cna
Gianluigi Cané, presidente provinciale e regionale del settore Mestieri elettronici di Cna

di Francesco Moroni

"Non toccateci la televisione", continuano a ripetere i bolognesi. Gianluigi Cané, presidente del settore Mestieri elettronici di Cna, antennista da oltre 15 anni: che situazione stanno vivendo i bolognesi con il nuovo digitale terrestre?

"Non facile, bisogna dirlo. Noi antennisti ovviamente eravamo stati avvisati da tempo, ma insieme a Lepida abbiamo concordato e sottolineato più volte come gli annunci emanati dal Mise (Ministero dello Sviluppo Economico, ndr) siano stati un po’ fuorvianti".

In che senso, nello specifico?

"È passato il messaggio che gli utenti non avrebbero dovuto fare praticamente nulla con l’avvio del nuovo digitale terrestre, mentre non è così. E infatti ora lo stiamo vedendo...".

Perché tutto questo?

"Innanzitutto cambia in base alle varie zone. Lo switch-off è nazionale, ma avviene a ‘macchia di leopardo’: è scattato per consentire di liberare alcune frequenze a 700 Mghz lasciando ‘spazio’ alla tecnologia del 5G".

Quando dovrebbe concludersi l’intera operazione?

"In realtà si era parlato del 14 marzo, eppure siamo ancora in alto mare... Penso sia stata chiesta una deroga. Ci sono segnali televisivi, come alcuni di Mediaset in SD (standard definition, ndr) e, ad esempio, un altro canale a pagamento di Sky, che si trovano ancora sulla banda 700 Mghz: hanno tempi più lunghi per la chiusura della frequenza".

Ma, quindi, qual è il nodo principale?

"Il discorso resta questo: la maggior parte dei condomìni presenta un impianto centralizzato, che funziona da filtro e fa passare soltanto i segnali che servono. Gli impianti centralizzati sono fisiologicamente più complessi e così, per il cambiamento di cui stiamo parlando, richiedono l’intervento di un professionista che vada a riprogrammare la centrale".

In alcuni casi, quindi, non si può fare a meno di chiamare un operatore. E negli altri casi?

"Alcuni possiedono ancora un televisore molto vecchio, che non è in grado di ricevere le nuove frequenze. Ma non si tratta solo di questo...".

Che altro?

"Il discorso del Tg regionale è abbastanza emblematico: alcuni pensano ci sia un errore dietro alla scorretta ricezione regionale, ma non è così. Si tratta di una semplice operazione, che però tantissime persone non sono in grado di fare. Anche i televisori più ‘smart’, a volte, richiedono un gesto manuale per selezionare il Tg dell’Emilia-Romagna, piuttosto che quello della Lombardia".

Come mai?

"È una questione di sovrapposizione di ripetitori: la Rai ha pensato di fare una riprogrammazione su tre regioni, cioè Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. E così, chi ha un dispositivo al passo con i tempi, può ricevere più segnali".

Per voi si tratta dunque di un’operazione semplicissima...

"In realtà, mi rendo perfettamente conto di come alcuni cittadini non riescano a risolvere questa questione in autonomia: anche per noi antennisti non è così immediato. Insomma, vediamo diverse criticità".

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