Baristi e ristoratori sono uniti nella disperazione. Ma non nella protesta. Le associazioni di categoria puntano a ottenere più ristori, ma bollano come controproducente la protesta ’Io apro’ di venerdì. Biagio Passaro, general manager del ’Regina Margherita’ di via Santo Stefano e via Oberdan, invece, aderirà e aprirà i suoi locali dalle 19 alle 21.45. Per cena. Qualche altro ristoratore e barista farà una manifestazione simbolica, tirando su la serranda e accendendo la luce, ma non aprendo al pubblico. Tra questi, il comitato ’Tutela ristoranti Bologna’ che conta già cento...

Baristi e ristoratori sono uniti nella disperazione. Ma non nella protesta. Le associazioni di categoria puntano a ottenere più ristori, ma bollano come controproducente la protesta ’Io apro’ di venerdì. Biagio Passaro, general manager del ’Regina Margherita’ di via Santo Stefano e via Oberdan, invece, aderirà e aprirà i suoi locali dalle 19 alle 21.45. Per cena. Qualche altro ristoratore e barista farà una manifestazione simbolica, tirando su la serranda e accendendo la luce, ma non aprendo al pubblico.

Tra questi, il comitato ’Tutela ristoranti Bologna’ che conta già cento partecipanti e sta preparando con l’avvocato Massimiliano Bacillieri il ricorso al Tar del Lazio contro tutti i Dpcm "discriminanti". Sulla stessa linea gli esercenti resistenti dell’ex grillino oggi ristoratore Giovanni Favia. Ma Passaro e il suo ’Regina Margherita’ – qualunque sia l’adesione in città – tira dritto.

Non ha paura delle multe?

"In tutto il Paese siamo in trecento pronti a ribellarci contro le misure del governo che ci hanno messo in ginocchio. Con noi, cento avvocati ci difenderanno. E difenderanno anche i clienti che verranno a trovarci e saranno sanzionati".

A Bologna, però, la protesta non è decollata...

"Con noi c’è l’Halloween pub, aperto da giorni, e la barista Deborah Geirola di via degli Ortolani. Ma sono convinto che molti altri, alla fine, si mobiliteranno e apriranno i loro locali come faremo noi".

Le associazioni di categoria hanno bollato questa protesta come un "suicidio". Non crede che il messaggio sia pericoloso, vista la situazione dei contagi?

"Ci tengo a precisare: non siamo negazionisti. Vogliamo soltanto dire che non siamo noi gli untori: il virus non è nei nostri locali".

Come funzionerà la protesta? "Venerdì apriremo anche per cena. Ci saranno anche i nostri dipendenti che, finalmente, dopo tanti mesi di cassa integrazione e stipendi ridotti, potranno tornare a lavorare".

Quindi resterete aperti a oltranza?

"Sì. Da venerdì alle 19 in avanti. Non molliamo. Ma seguiremo tutte le norme anti-Coronavirus: mascherine, distanziamento etc... E chiuderemo prima delle 22, rispettando il coprifuoco".

Ieri il vostro movimento ha partecipato a un video incontro con Matteo Salvini, il leader della Lega. È anche una protesta politica?

"Macché. Siamo un gruppo autonomo, senza colori politici. Avremmo partecipato anche se al summit ci fosse stato Dario Franceschini. Abbiamo solo un obiettivo: riaprire".

Riaprire a ogni costo?

"Sì. Io ho cinque locali, due a Bologna e tre a Modena. Abbiamo perso due milioni di euro in questi mesi. Un’enormità. Per noi i Dpcm sono carta straccia"

Ieri, però, i ristori sono arrivati...

"Sì, ma sono irrisori. Ci sono i nostri dipendenti che hanno famiglie da mantenere, alcuni locali che magari hanno aperto l’anno scorso che non hanno neppure quei piccoli aiuti. È un disastro. Non vogliamo mettere in pericolo nessuno. Vogliamo solo la nostra zona bianca".

Rosalba Carbutti