Per chi abita nei comuni appenninici via libera all’uso di stufe e caminetti
Per chi abita nei comuni appenninici via libera all’uso di stufe e caminetti

Bologna, 7 settembre 2018 – I comuni montani saranno esentati dal divieto della Regione sull’utilizzo di camini e stufe per combattere l’inquinamento. La novità è emersa nell’incontro con i sindaci proprio per discutere la delibera in questione. E al termine del confronto, a fare il quadro della situazione è stata la Regione stessa in una nota nella quale si ribadisce che non saranno toccati i comuni montani, anche quelli in cui parte del territorio si trova al di sotto dei 300 metri di altitudine, cioè del limite entro il quale è valido il provvedimento.

«Nessuna limitazione o divieto d’uso dei caminetti tradizionali, delle stufe o ‘caldaiette’ quando costituiscono il solo impianto di riscaldamento dell’abitazione o dei locali interessati – si legge –. Quindi, se in casa non ci sono termosifoni o altri tipi di impianti di riscaldamento, i caminetti possono essere accesi e utilizzati. Allo stesso modo, nessun divieto su utilizzi che non siano esclusivamente per riscaldamento domestico. Piena libertà di accensione, quindi, per cucinare cibi o per fini commerciali. Infine, utilizzo libero per gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore nei quali rientra la stragrande maggioranza di quelli attuali. Dal primo ottobre e fino al 31 marzo 2019, si confermano pertanto le restrizioni già in vigore nel 2017.

Il divieto riguarda però solo le abitazioni dotate di sistemi alternativi di riscaldamento (ad esempio i termosifoni), nelle aree situate sotto i 300 metri di altitudine. Sono esclusi i comuni montani per il loro intero territorio».

In precedenza, c’erano state le critiche di alcuni sindaci e di vari esponenti politici di Centrodestra e M5s, e la polemica si è infiammata sempre di più al punto che il gruppo consiliare del Pd ieri sera ha emesso una nota per provare a mettere a tacere «strumentalizzazioni e caricature sulla questione camini e stufe. I limiti sono per quelli di vecchia generazione e sono esclusi tutti i comuni montani».