Da giugno i sanitari bolognesi che hanno fatto ricorso al Tar sono all’incirca 300
Da giugno i sanitari bolognesi che hanno fatto ricorso al Tar sono all’incirca 300

Bologna, 27 ottobre 2021 - Ci sono medici, infermieri, liberi professionisti, tecnici di radiologia e tanti psicologi. "Una schiera eterogenea", spiega l’avvocato Daniele Granara, Rcontro l’obbligo vaccinale per la categoria. E giorno dopo giorno, dall’estate scorsa, i sanitari che hanno presentato ricorso al Tar di Bologna sono oggi già circa 300. "Ma non si tratta di un ricorso fatto da ’No vax’ – precisano immediatamente dallo studio legale – bensì di persone che rivendicano una libertà di scelta".

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Gli atti depositati nella cancelleria del tribunale amministrativo sono tre: 24 giugno, 15 luglio e l’ultimo il 21 settembre, ma ancora da via D’Azeglio non è arrivata nessuna pronuncia di merito. I documenti si fondano "sulla illegittimità costituzionale, sotto plurimi profili, – si legge – di diritto interno e diritto europeo, di un obbligo riferito a un vaccino di cui non è garantita né la sicurezza né l’efficacia, e si ritiene insufficiente, sia dal punto di vista oggettivo sia dal punto di vista temporale, la sperimentazione eseguita".

Ne è riprova, sempre secondo il ricorso, "l’ulteriore illegittima pretesa di condizionare la somministrazione del vaccino obbligatorio al rilascio di una totale esenzione da responsabilità per danni che dovessero derivare dallo stesso, non adeguatamente sperimentato e la conseguente mancata previsione di un indennizzo". Ritenuto invece "dalla giurisprudenza costituzionale condizione essenziale e imprescindibile per l’imposizione di un obbligo vaccinale e, in generale, di un trattamento sanitario obbligatorio".

Ecco perché i ricorrenti chiedono di "annullare gli atti impugnati" con i quali "è stato avviato il procedimento per la vaccinazione obbligatoria", direttamente "contrastante con il diritto dell’Unione europea e viziati da illegittimità". Non solo. La schiera dei professionisti, inoltre, chiede al Tar di "condannare le amministrazioni, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore , al risarcimento dei danni patiti e patiendi dagli odierni ricorrenti". Ciò che viene impugnato, precisano i sanitari ’ribelli’, è "un obbligo che non può essere tale perché un trattamento sanitario obbligatorio è possibile solo se ha i requisiti di efficacia e sicurezza". E il vaccino "non ha né l’uno né l’altro".

Insomma, proseguono i ricorrenti bolognesi "l’Italia ha approvato un singolare e liberticida obbligo vaccinale in capo ai sanitari costretti a sottoporsi a uno dei quattro vaccini autorizzati nel nostro Paese senza avere la certezza della loro efficacia e sicurezza". Nella gran parte dei casi – come già accaduto in altri tribunali amministrativi d’Italia – sono state valutate le sospensive in attesa della trattazione di merito del ricorso.