Obiettivo prevenzione: "Prendere un femminicida è fallire nel nostro lavoro"

Il direttore del servizio centrale Anticrimine, Giuseppe Linares, al Modernissimo. Tavola rotonda con le associazioni sulla ‘rete sociale’ per aiutare le donne maltrattate.

Obiettivo prevenzione: "Prendere un femminicida è fallire nel nostro lavoro"

Obiettivo prevenzione: "Prendere un femminicida è fallire nel nostro lavoro"

"I segnali vanno colti prima. Arrestare un femminicida è sempre un fallimento". La violenza sulle donne, in generale la violenza di genere, è un problema da stroncare sul nascere. Cogliendo anche il segnale, più piccolo di tensione, per evitare una deflagrazione. Lo sa bene il direttore del servizio centrale anticrimine della polizia, Giuseppe Linares, ospite ieri mattina del convegno ‘Rete sociale e strumenti normativi a difesa delle donne. L’ammonimento del Questore’, ospitato al cinema Modernissimo. Linares, intervenuto sul tema dell’ammonimento dopo i saluti del questore Antonio Sbordone, del sindaco Matteo Lepore e dell’assessore regionale Barbara Lori, è partito da una premessa: "Noi poliziotti siamo abituati a ragionare con un approccio repressivo – ha spiegato –. La realtà dei femminicidi e in generale dei reati di genere ci ha posto di fronte alla necessità di lavorare in un altro modo. Diventando psicologi, cogliendo ogni minimo segnale. Una porta sbattuta in faccia, uno spintone, una scenata improvvisa sono campanelli d’allarme che vanno registrati". E vanno convogliati in una rete d’attenzione, composta da più attori istituzionali e sociali, che deve essere tesa a "proteggere le donne e a inserire in un percorso di cura e recupero gli uomini maltrattanti", ha sottolineato Linares, entrando nel cuore del convegno, ossia il tema dell’ammonimento, uno strumento amministrativo molto rapido, disposto dal questore, "che permette di ottenere risultati – dice ancora l’alto funzionario di polizia –. Basti pensare che nel 2023 sono stati 4500 gli ammonimenti fatti in Italia (il 30 per cento in più del 2022) e solo 475 degli uomini colpiti da questo provvedimento ha reiterato le sue condotte. Questo vuol dire un 10 per cento appena. E vuol dire anche che abbiamo restituito la vita a 4mila donne".

In sala erano tanti gli studenti, intenti ad ascoltare con attenzione gli interventi e la successiva tavola rotonda, con protagonisti la dirigente dell’Anticrimine bolognese, Silvia Gentilini, la presidente del coordinamento dei centri antiviolenza in regione, l’avvocato Cristina Magnani, la presidente di Mondo donna onlus Loretta Michelini, il dottor Alessio Bertini, direttore del pronto soccorso del Maggiore e Gina Simona Simoni, responsabile dei servizi sociali del Comune. Ragazzi a cui è rivolto il messaggio di rispetto e di consapevolezza.

Nel corso della mattinata è stata anche mostrata in video la testimonianza di una donna che, dopo la scelta di chiudere una lunga relazione, era stata vittima di stalking da parte dell’ex: "Avevo paura facesse del male a me e ai mei genitori – ha raccontato –. Non uscivo più, per andare al lavoro indossavo una parrucca. Avevo sporto denuncia, ma era passato del tempo e nulla era cambiato. Dopo l’ammonimento, invece, lui ha smesso di perseguitarmi".

Nicoletta Tempera