A sinistra, Stefano Bonaccini e Virginio Merola
A sinistra, Stefano Bonaccini e Virginio Merola

Bologna, 11 settembre 2019 - Organizzare le Olimpiadi tra Firenze e Bologna, nel 2032, per riscattare la delusione di Roma e riportare i Giochi estivi in Italia a più di settant’anni da quelli del 1960. C’è entusiasmo dopo la proposta lanciata dal sindaco di Firenze Dario Nardella, che ieri ha fatto sapere di aver già sentito il presidente del Coni Malagò per capire l’iter della eventuale candidatura. Nardella è convinto che l’asse del centro Italia possa convincere il Comitato Olimpico Internazionale, le cui nuove regole – ha ricordato ieri il primo cittadino – "premiano i sistemi territoriali".

Per Nardella "Firenze e Bologna possono rappresentare un polo delle eccellenze e del made in Italy. E un obiettivo ambizioso può favorire la collaborazione tra i due comuni". I cinque cerchi, dunque. L’idea, lanciata nei giorni scorsi, era stata definita "bellissima" dal sindaco di Bologna Virginio Merola, che presto ne riparlerà con il collega. 

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Ecco, allora, Merola, che oggi torna sull'argomento: "Mi ha colpito questo grande entusiasmo, dimostra che c'è una voglia enorme in questo Paese di progetti condivisi. Questo entusiasmo la dice lunga su com'è ridotto il nostro Paese, affogato sul presente e su soluzioni immaginate che si possano dare subito, mentre le cose vanno costruite".

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Dunque, ha proseguito Merola, per costruire la candidatura, "sarà necessario mettere a punto un percorso per poi decidere chi coinvolgere, come un comitato promotore". Inoltre, "sarà necessario un incontro col Governo e il Coni". L'asse con Firenze, comunque, è salda: "Il confronto tra i due Appennini è impostato da tempo e in quest'occasione rinnoveremo l'accordo tra le due Città metropolitane, che scade nel 2019". Insomma, ha continuatto Merola, "abbiamo molti poli in comune e questo è un lavoro che va impostato in una logica di staffetta, perché nel 2032 non saremo più qui come sindaci". 

Dal punto di vista delle infrastrutture, prosegue Merola ai microfoni di Radio Sportiva, si pone il tema di uno stadio per l'atletica ma anche di un impianto per il basket: insomma "sono diverse le questioni da approfondire", però quella delle Olimpiadi "è un'opportunità tra due sistemi regionali che sono saldamente in Europa".

E non bisogna guardare solo a Bologna e Firenze in sé: le gare "non è che non le facciamo a Ravenna o a Modena per problemi di campanile", è l'esempio di Merola. Detto ciò, sarebbe "sicuramente un'occasione per tutto il sistema sportivo - conclude il sindaco - avere un'impiantistica adeguata che poi resta sul territorio". Sarà un percorso "ordinato, protetto da sbandate speculative e infrastrutture che non servono a un tubo. Per il pragmatismo dei sindaci, alla luce delle esperienze passate", questo aspetto "assicuro che sarà molto forte".

Olimpiadi 2032, Bonaccini insiste: "Bisogna crederci"

Sulle Olimpiadi 2032 a Firenze e Bologna "bisogna crederci". Continua a battere sullo stesso tasto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, che questa mattina a margine di una conferenza stampa a San Lazzaro, ribadisce il suo sostegno alla proposta di candidatura. "Che Firenze e Bologna, con le loro straordinarie peculiarietà, decidano di provare a candidarsi, credo sia un fatto assolutamente da perseguire - afferma Bonaccini - questa terra è stata in grado di raggiungere risultati che si pensavano irrealizzabili nel corso della sua storia".

Tra l'altro, sottolinea il governatore, "se prendiamo le due città ma ci aggiungiamo entrambe le regioni, abbracciamo due mari, abbiamo le montagne, le colline, un grande patrimonio di bellezze artistiche e culturali e un grande patrimonio di impianti sportivi, talmente diffuso che forse è il primo per qualità e quantità nel Paese". Quindi, ribadisce Bonaccini, "credo che bisogna provare a crederci e coinvolgere tutti gli attori possibili, per una sfida che è un sogno ma chissà che non diventi anche realtà". 

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