Giampiero Ghedina (a destra) festeggia con Luca Zaia sotto i cinque cerchi
Giampiero Ghedina (a destra) festeggia con Luca Zaia sotto i cinque cerchi

Bologna, 17 settembre 2019 - Era una mera ipotesi, tanto che sembrava più che altro una boutade di fine estate, ma in una settimana esatta la proposta del sindaco di Firenze Dario Nardella di candidare insieme Firenze e Bologna per ottenere le Olimpiadi del 2032 sta facendo importanti passi avanti, dopo aver incassato un’accoglienza entusiastica urbi et orbi. Il prossimo passaggio lo ha annunciato proprio ieri il primo cittadino toscano: ossia incontrare il suo collega Virginio Merola il primo ottobre. 

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Nell’impennata di energia estiva settembrina con sole e caldo in abbondanza e con i turisti che ancora affollano negozi in centro e sentieri sui contrafforti delle Dolomiti, a Cortina i mondiali di sci del 2021 e le Olimpiadi bianche del 2026 in coppia con Milano sembrano già alle porte. La città è vestita con grandi raffigurazioni e pannelli multimediali, poi eventi, riunioni, forum, marketing. Lo show è in corso. «L’impegno è già cominciato e tutto il comprensorio lavora con entusiasmo», dice Giampietro Ghedina, primo cittadino della regina delle Dolomiti eletto con una lista civica.

Sindaco ha saputo che anche Firenze e Bologna si candidano in doppio per le Olimpiadi del 2032?
«Certo, e sono felice per le due città e per l’Italia. I sindaci per primi e i cittadini devono credere in occasioni come queste per rilanciare i loro territori e l’Azienda Paese. I i benefici sono diffusi».

C’è chi dice che manifestazioni così colossali possono essere uno spreco di denaro, al di là del successo sportivo?
«Sbagliato. Costitutiscono un rilancio di immagine e contribuiscono ad aumentare il Pil nazionale».

 

È proprio sicuro?
«Abbiamo in mano tre studi: uno commissionato dal precedente governo all’università La Sapienza di Roma, uno da Cortina all’università Ca’ Foscari di Venezia e l’ultimo da Milano alla Bocconi. Tutte e tre le analisi convengono che una manifestazione come le Olimpiadi crea ricchezza, se ben gestita, come è successo con l’Expo a Milano».

Un consiglio ai colleghi Nardella di Firenze e Merola di Bologna?
«Bisogna credere nell’obiettivo con tutte le forze e con il coinvolgimento del territorio. Servono consenso, condivisione, volontà diffusa, un progetto che rispetti l’ambiente e il lavoro in accoppiata con il Coni».

Come si lavora in tandem fra due Comuni?
«Insieme al collega Giuseppe Sala di Milano procediamo in modo tecnico lasciando da parte la politica. Nessuno dei due fa ombra all’altro. Ognuno svolge il proprio compito in modo complementare senza gelosie».

Quali sono i vantaggi per l’indotto?
«Ci sono fondi a disposizione che, fra le altre cose, consentono di migliorare, oltre agli impianti sportivi, il sistema di accoglienza turistica, i servizi, le infrastrutture senza contare i vantaggi economici per negozi e ristoranti».

Le Regioni quanto contano nel gioco di squadra?
«Sono fondamentali con il loro peso politico e amministrativo e perché abbracciano un terrirorio ampio. Le Olimpiadi sono un evento enorme, un progetto ad ampio raggio che non coinvolge solo le due città capofila ma spalma interessi ovunque».

Dove si acquisiscono le competenze professionali?
«Noi ci siamo affidati ad una società di consulenza del Coni, grazie alla preziosa collaborazione con il presidente Malagò, specializzata in grandi eventi. Poi ovviamente le imprese, le associazioni, i tecnici del territorio fanno la loro parte».

Ultimo appello ai colleghi sindaci.
«Forza Firenze, forza Bologna».