Bologna, 12 settembre 2019 - La candidatura congiunta di Bologna e Firenze alle Olimpiadi del 2032 non è solo un grande sogno, ma la scelta giusta in questo tempo di continue attese. Giusta perché questa candidatura stimolerà innanzitutto la nostra città a guardarsi e programmarsi nel futuro.

Di fronte a sfide e cambiamenti complessi non sarà più possibile poter contare su una ‘buona amministrazione del giorno dopo’, abbiamo un forte bisogno di costruire pensiero strategico e progetti ambiziosi. È il motivo per cui insieme ad alcune personalità del mondo sociale ed economico della Città Metropolitana abbiamo deciso di fondare la ‘Bottega dei Pensieri’ e dare un contributo di idee per la Bologna del decennio 2020-2030. Giusta perché questa candidatura costringerà finalmente a progettare in chiave sostenibile. A prescindere dall’esito delle selezione olimpica, speriamo positiva per tutti, saranno comunque evidenti gli effetti di una ‘grande opera’ di trasformazione urbana.

Applicazione di competenze tecniche e professionali, rilancio dell’appartenenza metropolitana e del brand Bologna oltre il food, investimenti pubblici e privati su infrastrutture materiali e sociali, nuove relazioni istituzionali e internazionali. Giusta perché è una candidatura di alleanza tra città in crescita che supererà il contenuto prettamente sportivo e impiantistico del progetto per costruire un dialogo fondato su scelte strategiche profonde.

Firenze, Bologna e Milano saranno le uniche città a incrementare la demografia nei prossimi dieci anni, non è un caso che molte opportunità di sviluppo futuro passeranno da questo asse con il baricentro a Bologna. In questo senso, come ha giustamente ricordato il Professor Prodi, quella di Firenze-Bologna dovrà essere una candidatura-Paese. Per evitare di scadere nell’illusione di un sogno, varrebbe la pena coltivare tutti insieme questa opportunità non tanto come occasione per mostrare ‘ciò che si è’ ma per interrogarsi su ‘che cosa e per chi si vorrebbe essere’.