Bologna, 14 settembre 2019 - «Le Olimpiadi sono una grande opportunità per far scoprire Bologna al mondo. A Roma lo sanno cosa siamo, ma ci vivono sempre come l’eccezione. Ma noi invece con i Giochi possiamo far scoprire al mondo cosa questo Paese può diventare». Lo sviluppo del territorio, la sostenibilità, la rigenerazione urbana, la partecipazione dei cittadini: il modello Bologna, per il sindaco Virginio Merola, nel 2032 potrebbe essere un brand da esportare. È appena partita l’operazione a Cinque Cerchi Bologna-Firenze: con il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ci si incontrerà a breve, al pari del Coni. Il sindaco però ha già le idee chiare sul «percorso» e parla di un «agenda da costruire insieme». E la metafora finale rende l’idea, Bologna dovrebbe essere polivalente ed eclettica come Ashton Eaton. «Se la nostra città fosse un atleta? Sarebbe un decatleta, dovrebbe saper far tutto e tenere tutto insieme»

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Sindaco, c’è l’Olimpiade in tv, quale disciplina sceglie?

«L’atletica, il giavellotto, il disco, il salto in alto, torno alle origini»

E c’è un ricordo particolare che lei ha legato alle Olimpiadi?

«Il salto con l’asta, le imprese di Bubka (oro a Seul ‘88, ndr)»

Un salto importante Bologna lo sta per fare.

«L’obiettivo è la candidatura da presentare nel 2025 e dobbiamo raggiungerlo bene, dobbiamo essere credibili. Si tratta di un percorso impegnativo»

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Che tipo di lavoro farete assieme a Firenze?

«Prima dovremo fare i compiti a casa. Ci troveremo con Nardella per fare un’analisi supportata da esperti, focalizzata non solo sulle città, ma sulle due regioni. Penso all’impiantistica per esempio. Questa è l’opportunità per connettere appieno l’Appennino. C’è anche l’entroterra, non solo la Riviera»

 

Pensate ad accordi tra Città metropolitane?

«La legge ce lo permette. Dobbiamo condividere le politiche e i sistemi fieristici e aeroportuale. Senza egoismi, senza localismi. Secondo me la Fiera di Firenze per esempio può entrare tranquillamente nella società fieristica di Bologna. Un solo sistema congressuale, di eventi, per attirare più persone»

Sull’aeroporto di Bologna bisogna investire?

«L’obiettivo deve essere quello dei 12 milioni di passeggeri e c’è già un potente piano di investimenti. Non serve un nuovo aeroporto, piuttosto Bologna e Firenze, raggiunto quell’obiettivo, facciano rete anche con Pisa e Rimini»

 

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Tema infrastrutture. Ci saranno da fare lo Stadio Olimpico, poi il Villaggio, interventi ex novo. Come li spiegherete a una cittadinanza molto sensibile allo stop al consumo di suolo?

«Non sappiamo ancora se dovremo consumare del suolo. Ripeto, va fatta un’analisi e quindi una ricognizione sui costi in generale. Io so quali sono le caserme dismesse di Bologna, vorrei sapere quali sono quelle di Firenze, di Modena, di Ravenna e così via. Faremo una ricognizione sulle aree dismesse, ma soprattutto sull’utilità degli interventi su determinati impianti e la loro proiezione futura, c’è il tema del lascito alla città»

Che discipline le piacerebbe avere a Bologna?

«Tutto da decidere, ma dico pallavolo. Anche il ping pong, uno sport popolare che a me piace molto. E poi il basket, certo, interventi sono già in programma»

Gli errori da non fare?

«Non bisogna metterci troppo tempo, come per la trasformazione del Giuriolo. Oppure come per lo stadio, che sarà adeguato alle Olimpiadi»

Per il comitato promotore avete in mente già qualche nome?

«Vogliamo un aiuto da personalità che ci credono. Per prevedere quello che serve e per dire nel 2025 che abbiamo un piano di fattibilità serio. Mi piacerebbe coinvolgere nel comitato, per esempio, Alex Zanardi»

Un personaggio importante che traccia un tipo di percorso.

«Esatto, mi piacerebbe lasciare alla città un centro sportivo dedicato alle Paralimpiadi»

Ha già un’idea delle aree delle città da coinvolgere?

«Ci stiamo pensando. Ai Prati di Caprara avanti con un bosco di 30 ettari, niente interventi olimpici».