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7 mag 2022

Oltraggio sotto la Regione Video girato in Viale Aldo Moro

7 mag 2022
Il video della banda P38
Il video della banda P38
Il video della banda P38
Il video della banda P38
Il video della banda P38
Il video della banda P38

La sottile linea tra provocazione artistica e mancanza di rispetto, l’hanno già calpestata e oltrepassata sei mesi fa. Quando i componenti della band ‘P38’, i ‘trapper brigatisti’ – come si autodefiniscono – hanno girato la clip musicale del loro brano intitolato "Ghiaccio Siberia" a Bologna. Nella città del giuslavorista Marco Biagi, assassinato dalle Nuove Brigate Rosse, sotto al palazzo della Regione del governatore Stefano Bonaccini. E soprattutto nel viale dedicato ad Aldo Moro. Una scelta di location che non può essere casuale per una band che vive di simbologia (pure confusionaria e sbagliata). La morte dello statista per mano delle Br viene rievocata continuamente in altri pezzi del gruppo specie con immagini e riferimenti espliciti che riportano alla Renault 4 rossa dove venne trovato il cadavere del leader della Dc in via Caetani a Roma. Una sfida a quelle istituzioni che nei loro testi invitano a sovvertire, a combattere, a rivoluzionare il "sistema". Nel video – che grazie all’effetto boomerang della pubblicità di questi giorni ha raggiunto 40mila visualizzazioni, i quattro anonimi componenti incappucciati col passamontagna bianco esibiscono una bandiera rossa con falce e martello (il vessillo comunista, in antitesi col fatto che le Br fossero anche contro il Pci). E tra un verso (o barra, nel linguaggio rap) e l’altro come "Ferro caldo per il premier", "Mario Draghi nel cofano" – alludendo sempre all’omicidio Moro – e "bombe a Confindustria", spuntano pure una bandiera di Coop Alleanza 3.0, affissa al muro della sala dove i giovani si ritraggono storditi da alcol e droga. E una della Corea del Nord, sventolata all’interno di un cimitero. Provocazione artistica, la chiamano. Ma per tanti, tra i commenti sotto il video, non è tale. "Dite di voler combattere il ‘sistema’ e poi vi rifate ad un regime totalitario come la Nord Corea. Studiate". Touché.

Daniele Petrone

© Riproduzione riservata

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