Omicidio Bologna, Cesarina e Gianni Marzoli
Omicidio Bologna, Cesarina e Gianni Marzoli

Bologna, 18 febbraio 2020 - «L’ho vista andare via con gli infermieri domenica. Aveva gli occhi tutti pesti, era ridotta malissimo. Ma i medici mi avevano assicurato che ce l’avrebbe fatta". Più che una vicina, Patrizia Iuorio era un’amica di Cesarina Marzoli, che tutti in via Nullo chiamavano Bianca. E adesso è sconvolta. "C’erano liti continue con il figlio. Qualche anno fa avevo chiamato io la polizia, perché lui la stava picchiando – racconta la vicina, che abita al primo piano di via Nullo 2 –. Lei si sfogava con noi. Ma era tanto buona. Era il suo unico figlio, erano soli al mondo e lei lo amava come se stessa. E lo perdonava sempre, lo riaccoglieva sempre in casa. E Gianni adesso le ha fatto questo".

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Nei tre mesi in cui si trovava in terapia a San Giovanni in Persiceto, "ero andata io a portargli le sigarette – prosegue la signora Iuorio –. Lei pensava sempre a Gianni, si prendeva sempre cura di lui". "Lo aiutava per tutto", dice un’altra residente, che al dolore unisce la rabbia: "Quando ho sentito le sirene, ho capito che era successo qualcosa di grave".

"Gianni tornava spesso ubriaco a casa – ricorda un altro residente del condominio al civico 2 –. Lo aiutavo a salire le scale. Quando non era ubriaco era anche un bravo ragazzo. Ma purtroppo non era quasi mai sobrio".