Nella foto l'amico fermato per l'omicidio di Giuseppe Balboni (nel riquadro piccolo)
Nella foto l'amico fermato per l'omicidio di Giuseppe Balboni (nel riquadro piccolo)

Bologna, 19 febbario 2019 - Non solo era capace di intendere e volere, ma era perfettamente in grado di progettare, mettere in atto e, soprattutto, di prevedere le conseguenze dell'omicidio ha commesso. E' a conclusione a cui è arrivato lo psichiatra Mario Vittorangeli, nominato come perito dal Gip del tribunale per i minorenni, nell'incidente probatorio che si è concluso oggi sul ragazzo di 16 anni che il 17 settembre a Castello di Serravalle, nel Bolognese, uccise a colpi di pistola Giuseppe Balboni, anche lui 16 anni di Ciano di Zocca.

L'ultimo rap dedicato da Giuseppe alla fidanzata

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Il corpo di Balboni venne ritrovato otto giorni dopo l'omicidio, in un vecchio pozzo. Nella perizia, a cui ha partecipato anche Rita Di Sarro, consulente nominato dalla famiglia della vittima, rappresentata dagli avvocati Domenico Morace e Francesca Lamazza, si sottolinea come la personalità dell'indagato era tale da consentire progettazione, esecuzione dell'azione delittuosa e previsione delle conseguenze.

Il 16enne, difeso dagli avvocati Pietro Gabriele e Icilia Leoni, venne fermato per omicidio premeditato commesso per futili motivi, e occultamento di cadavere. Da allora è in carcere. La perizia osserva come nella personalità dell'indagato non si notino elementi di rilievo psicopatologico, né di immaturità biologica, intellettiva o affettiva. Dall'analisi degli atti si ricava uno scarso contatto con sentimenti come pena e compassione, ma tutto questo senza configurare uno stato di immaturità sociale, ma mantenendo capacità e libera scelta. Ora la Procura per i minorenni di Bologna presumibilmente tirerà le fila dell'indagine e si appresterà a chiedere il giudizio per il ragazzo.