Maria Fabbri, moglie del barista ucciso a Budrio (Schicchi)
Maria Fabbri, moglie del barista ucciso a Budrio (Schicchi)

Bologna, 2 aprile 2017 - «Non dimenticherò mai quegli occhi. Non ho visto un barlume di pietà per nessuno di noi. Solo follia e una rabbia che non saprei descrivere. Ha sparato a mio marito e dopo ha puntato la pistola contro di me». La moglie della vittima, Maria Fabbri, è ancora sotto choc dopo che il marito è stato ucciso da un bandito all’interno del suo bar in via Riccardina, a Budrio.

«Non è giusto che la vita di Davide sia finita in questo modo. Non ha senso che un uomo buono che non hai fatto del male a nessuno, venga ucciso nel suo bar. Non so cosa credesse di poter trovare nella cassa. Aveva sia un fucile che una pistola come se dovesse assaltare una banca. Devono trovarlo e fargli pagare quello che ha fatto».

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Maria si appella alla giustizia: «Se esiste quel criminale non potrà farla franca». E poi racconta gli istanti prima della tragedia: «Davide ha resistito e ha cercato di disarmarlo. Voleva farlo ragionare, ma è stato tutto inutile. Era entrato con l’idea di farci del male. Non abbiamo nemici e siamo stimati da tutti in paese. Questo è un piccolo bar di passaggio dove la gente si ferma per rifiatare e fare due chiacchiere».

Mentre si dispera sugli scalini all’ingresso del bar, la donna arriva a descrivere il criminale: «Aveva un accento straniero. Non aveva paura di nulla. Era basso e grosso allo stesso tempo». Se le forze dell’ordine non dovessero trovare il bandito, ci penserà la famiglia: «Vogliamo che la giustizia faccia il suo corso – continua la donna – e siamo pronti a cercarlo ovunque sia. Si è allontanato a piedi in direzione del ponte. Sono corsa subito da mio marito ma non c’era più vita nei suoi occhi. Non ho visto dove è scappato».

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