FEDERICA ORLANDI
Cronaca

Omicidio in Bolognina: ucciso a sprangate, lo trova il coinquilino in un lago di sangue

Roman Matvieiev, muratore ucraino di 40 anni, viveva in via Ferrarese 125. La polizia è sulle tracce del suo assassino, sentito a lungo l’amico. Grida udite dai vicini: “Ma capitava spesso, non ci siamo preoccupati”

Roman Matvieiev, ucraino, aveva 40 anni. Era in città da quattro anni nella sua abitazione di via Ferrarese

Roman Matvieiev, ucraino, aveva 40 anni. Era in città da quattro anni nella sua abitazione di via Ferrarese

Bologna, 16 giugno 2024 – Una scena da “thriller”. Anticipata da “urla forti, come per una lite”. Ma siccome non era la prima volta che grida simili arrivavano da quell’appartamento, i vicini di Roman Matvieiev non si sono preoccupati.

E quando il suo coinquilino l’ha ritrovato in un lago di sangue e ha allertato i soccorsi, per lui era ormai troppo tardi: dopo una notte di agonia, il quarantenne ucraino ieri mattina è morto all’ospedale Maggiore. Fatale, un colpo violentissimo al cranio, forse con una spranga o un altro oggetto contundente, che gli aveva procurato una ferita profonda.

Una vicina, che ha potuto assistere ai disperati soccorsi da parte del 118, ha descritto lo stato dell’appartamento in cui è stato trovato Roman come “una scena da film”.

L’uomo era riverso a terra, a pancia in giù. Agonizzante, giaceva in una pozza di sangue, i cui schizzi ricoprivano pure le pareti dell’ingresso. A dare l’allarme al 118, venerdì sera attorno alle 21.30, era stata la madre della vittima, proprietaria dell’appartamento in cui il quarantenne viveva, a sua volta avvertita dal coinquilino del figlio, un connazionale sulla cinquantina che talvolta Roman ospitava nella cantina del condominio, al civico 125 di via Ferrarese. Nell’appartamento non c’erano segni di effrazione, segno che probabilmente Roman conosceva il suo aggressore, né l’appartamento pareva in particolare disordine all’arrivo delle forze dell’ordine. Solo il portone principale del condominio risultava forzato, ma non essendo la prima volta che accade, a detta degli inquilini, non è da escludersi che le due vicende siano scollegate.

Sul delitto indaga la Squadra mobile, coordinata dal pm Michele Martorelli; la polizia Scientifica è rimasta sul posto per i sopralluoghi quasi 12 ore, dalle 22 di venerdì sera alle 9 circa di ieri mattina. Quando il povero Matvieiev aveva già smesso di respirare, ed era dunque chiaro che ci si trovava di fronte a un omicidio.

Gli inquirenti hanno sentito a lungo il coinquilino della vittima, ieri. I due sono stati visti insieme da un vicino di casa attorno alle 19.30, mentre ridevano affacciati alla finestra dell’appartamento di Roman, al primo piano. Avrebbero salutato amichevolmente l’inquilino, senza dare segni di particolari attriti tra loro. Poi, più nulla fino all’arrivo del 118. Il cinquantaduenne ha raccontato di essere uscito per un paio d’ore e, una volta rientrato, di avere trovato Roman incosciente e quasi esanime a terra.

In preda al panico, ha chiamato la madre dell’amico, che poi a sua volta ha allertato i soccorsi. I vicini raccontano appunto di grida avvertite nella stessa serata, attorno alle 20-21, ma che spesso Roman parlava anche al telefono con un tono di voce alto (la cosa era anzi stata motivo di lite con alcuni degli altri condòmini) e dunque di non essersi né meravigliati né preoccupati. Fino appunto all’arrivo dei sanitari del 118. Nessuno ha notato se il coinquilino avesse davvero lasciato l’appartamento per due ore, né se qualcun altro vi fosse nel frattempo entrato. Roman abitava nello stabile della madre – che fa la badante in città, ma vive in un’altra zona – da circa quattro anni; prima era stato muratore, ma pare fosse attualmente disoccupato. Viveva solo dopo una convivenza finita male, se non si conta naturalmente l’amico che ospitava nella cantina di pertinenza del suo interno.

Una circostanza, questa dell’inquilino in cantina, che non piaceva agli altri residenti, i quali raccontano di avere sollecitato più volte interventi da parte dell’amministratore di condominio, invano. “Sapevamo che quel signore cucinava giù in cantina con un fornelletto a gas e temevamo incidenti”, dicono. In più, attorno all’appartamento di Roman, soprattutto nell’ultimo periodo, si sarebbe concentrato “uno strano via vai” di sconosciuti. In particolare, la scorsa settimana erano stati notati due uomini, di carnagione scura, ma che parlavano perfettamente in italiano, che più volte sarebbero andati a trovarlo. Matvieiev era incensurato e sconosciuto alle banche dati di polizia. Per il momento, ogni pista è aperta sull’accaduto. Ma il cerchio è destinato a stringersi presto attorno all’autore del terribile gesto.