Centodieci giorni per depositare la perizia psichiatrica eseguita sul sedicenne che ha confessato di avere ucciso la coetanea Chiara Gualzetti, la ragazzina di Monteveglio trovata uccisa nel Parco dell’Abbazia poco meno di due settimane fa. Un termine piuttosto lungo, che probabilmente tiene conto di una eventuale pausa estiva. Ieri l’altro ci sono stati i funerali di Chiara. Ieri invece la Procura dei minori ha nominato il proprio perito – lo psichiatra e psicanalista esperto di minori Mario Vittorangeli – e anche le parti hanno incaricato i propri consulenti. La famiglia di Chiara, rappresentata...

Centodieci giorni per depositare la perizia psichiatrica eseguita sul sedicenne che ha confessato di avere ucciso la coetanea Chiara Gualzetti, la ragazzina di Monteveglio trovata uccisa nel Parco dell’Abbazia poco meno di due settimane fa. Un termine piuttosto lungo, che probabilmente tiene conto di una eventuale pausa estiva.

Ieri l’altro ci sono stati i funerali di Chiara. Ieri invece la Procura dei minori ha nominato il proprio perito – lo psichiatra e psicanalista esperto di minori Mario Vittorangeli – e anche le parti hanno incaricato i propri consulenti. La famiglia di Chiara, rappresentata dall’avvocato Giovanni Annunziata, ha scelto il professor Renato Ariatti e il dottor Luca Bartoli, di Salerno. Più avanti nelle indagini poi, presumibilmente a settembre, verranno indicati i consulenti di parte per le perizie tecniche e informatiche sui dispositivi elettronici sequestrati al giovane indagato; per questo scopo l’avvocato Annunziata sta già pensando a un ingegnere informatico esperto. "Le perizie sul ragazzo ci diranno se è in grado di intendere e di volere – spiega l’avvocato Annunziata –. Analizzando gli elementi attualmente emersi, del resto, riteniamo che sia quantomeno evidente la sua lucidità. Dalla sua condotta pare quasi un dato di fatto che si tratti di una persona più che abile in questo senso: si è dimostrato preciso, capace di depistare, organizzato. Elementi che prestano poco il fianco a una diagnosi di incapacità di intendere e di volere". Il dato scientifico che emergerà dalle perizie però "sarà la base della piattaforma processuale: in particolare ci auguriamo che, una volta appurata la lucidità del ragazzo, gli vengano riconosciute aggravanti come, in primo luogo, quella dei futili motivi", chiude il legale.

Il professor Ariatti invece non si sbilancia: "È prematuro, ci sono moltissimi accertamenti da fare e in cui saremo impegnati in questi mesi". Sarà il perito della Procura, ora, a dettare tempi e modi della perizia: se ci saranno incontri dal vivo oppure da remoto, singoli oppure assieme agli altri medici coinvolti.

Nel frattempo, poco prima del funerale di Chiara, anche il suo papà Vincenzo è stato sentito dai carabinieri della Compagnia di Borgo Panigale guidati dal capitano Riccardo Angeletti e che si stanno occupando delle indagini, coordinate dalla Procura dei minori. In particolare, l’uomo è stato rassicurato su un’potesi circolata nelle ore precedenti su un fuoristrada bianco che sarebbe stato avvistato nei pressi del Parco dell’Abbazia la domenica del delitto e che in un primo momento pareva potesse avere aiutato l’adolescente autore dell’omicidio ad allontanarsi dal luogo senza essere visto. Una ipotesi però ben presto smentita dalla ricostruzione degli inquirenti e pure dalla confessione del sedicenne stesso, il quale ha illustrato con precisione i propri spostamenti dopo l’omicidio, che coincidono per orari, percorsi e testimonianze. Dunque, nessun complice né altre piste paiono aprirsi al momento sulla tragica morte della quindicenne di Valsamoggia.

Federica Orlandi